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La riapertura delle scuole tra organizzazione, banchi e dubbi: il quadro della situazione

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Miglioramenti e ampliamenti delle aule per permettere di rispettare la distanza di sicurezza; l’incognita dei termoscanner e dei banchi. Ancora, l’organizzazione delle lezioni, la salute dei lavoratori, uno sciopero, le elezioni e il tempo che non è mai abbastanza. E’ questo il quadro complesso che il mondo della scuola sta affrontando in queste ore in vista della riapertura che dovrebbe avvenire il prossimo 24 settembre, ma che potrebbe slittare anche al primo ottobre.

Una vicenda che chiama in causa una serie di attori – le decisioni infatti coinvolgono quasi tutti i livelli istituzionali – e che, al momento, risulta di non facile soluzione per diversi ordini di motivi. Lo slittamento al primo ottobre significherebbe dare altri giorni di respiro alle strutture tecniche delle scuole che, in queste ore, sono impegnate sotto diversi profili organizzativi, cercando anche di rispondere in maniera celere alle normative che cambiano in maniera repentina. All’orizzonte c’è anche lo scoglio elettorale da superare, che ha tolto altri giorni utili di lavoro.

ADEGUAMENTI – Tra i principali interventi c’è, sicuramente, la necessita di adeguare ed ampliare classi ed istituti per le nuove esigenze del Covid. La distanza di sicurezza e la riduzione degli alunni hanno portato inevitabilmente a ridisegnare la mappa delle scuole. Secondo quanto dichiarato da Palazzo Mosti, il Comune è in regola con quanto richiesto dalla legge, avendo ampliato per tempo le strutture scolastiche ed eseguito i lavori strutturali.

BANCHI E MISURAZIONE DELLA TEMPERATURA – A preoccupare, però, sono anche gli aspetti organizzativi. I banchi, secondo quanto si apprende, non sono arrivati in tutte le scuole, ma questo problema sarebbe stato risolto attraverso la rimodulazione degli spazi. Resta, però, il nodo della misurazione della temperatura che deve avvenire all’interno degli istituti. Molti, prima di questa decisione, si erano organizzati per l’entrata a scuola ad orari sfalsati ed utilizzando più ingressi con l’obiettivo di ridurre al minimo gli assembramenti. La decisione di misurare la febbre a scuola, però, comporta una perdita di tempo notevole che andrebbe ad incidere sulle ore di lezione. Da qui la necessità di riorganizzare il sistema ed una eventuale apertura ritardata ad ottobre potrebbe consentire un nuovo intervento. Un chiarimento della Regione, giunto agli istituti, farebbe slittare il procedimento con la misurazione a casa in attesa dell’arrivo dei termoscanner, ma si tratterebbe comunque di una ipotesi temporanea.

C’è anche il tema dell’Organico aggiuntivo Covid le cui graduatorie, ora, dovranno essere formate direttamente dalle scuole. In alcuni casi sono i fondi a non essere sufficienti, in molti di più è il tempo a mancare, vista anche la chiusura per le elezioni. Il tutto senza considerare eventuali ricorsi che potrebbero rallentare ulteriormente la procedura.

SCIOPERO – Alla vicenda si aggiunge anche lo sciopero del 24 e del 25 settembre prossimi – giorno della riapertura – proclamato da CUB Scuola – che sciopererà il 25 settembre – accanto ad Unicobas ed USB, che incroceranno le braccia anche il 24. “E’ necessario – spiegano i sindacati – che lavoratori e studenti rivendichino il diritto alla sicurezza e allo studio con azioni e con parole d’ordine forti. Vogliamo che vengano messe in atto tutte le misure necessarie per la sicurezza”. Alla mobilitazione non aderiscono le 5 sigle confederali che hanno sottoscritto il contratto collettivo nazionale, ma “l’attenzione resta comunque altissima”, ha commentato il segretario generale della Flc Cgil di Benevento, Evelina Viele. “In questi mesi – ha aggiunto – abbiamo chiesto misure per la sicurezza per permettere la scuola in presenza che resta il nostro obiettivo. Purtroppo le nostre voci, le parole di chi vive le classi, sono rimaste inascoltate: gli organici non sono adeguati ed anche i nuovi locali che avevamo chiesto spesso non sono stati realizzati. Bisogna anche sottolineare il lavoro di tutti i lavoratori del comparto dell’istruzione – ha concluso – che durante e dopo il lockdown non hanno mai smesso di dare il massimo per garantire il diritto allo studio dei ragazzi”.

Questo il quadro della situazione dal quale discende anche il post Facebook del sindaco di Benevento, Clemente Mastella, nel quale paventava lo slittamento ad ottobre. Per sapere cosa accadrà bisognerà attendere le prossime ore: è evidente che si tratta di una decisione che giungerà dopo attenti confronti e che probabilmente potrebbe discendere direttamente anche dal livello regionale. Da considerare, ovviamente, ci sono anche le esigenze delle famiglie e degli stessi studenti perché le scuole dovranno ripartire tutte insieme.

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