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AMBIENTE

Gli italiani scelgono l’economia circolare per proteggere l’ambiente

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Una crescita economica sostenibile è quanto gli italiani vorrebbero per il proprio Paese. Questo è quanto emerge dai dati presentati dalla nuova ING International Survey, un’indagine realizzata dalla banca ING in collaborazione con Ipsos circa le abitudini dei consumatori sulla gestione dei rifiuti, il riciclo e il riutilizzo.

Nello specifico, ben tre italiani su quattro si sono dichiarati favorevoli all’adozione di un modello di economia circolare. Non fa paura neanche la crescita più lenta, un normale scotto da pagare per garantire, di contro, una maggiore protezione dell’ambiente anche sul lungo periodo.

I dati ci parlano anche di quanto gli italiani siano, a livello generale, particolarmente sensibili circa le questioni ambientali e l’ecosostenibilità. Non stupisce, dunque, che nell’ambito delle classifiche si pongano ai primi posti in termini positivi. Ad esempio, il 92% degli intervistati residenti nel nostro Paese ha dichiarato di eseguire quotidianamente la raccolta differenziata, specie per ciò che concerne il riciclo della plastica, materiale che preoccupa molto proprio per la sua cattiva gestione a livello globale e per il quale richiedono alle aziende di adottare modelli più ecosostenibili.

In successione, dopo gli italiani, troviamo i tedeschi con una quota di raccolta differenziata pari all’87% e i francesi con l’83%. Chi ricicla meno, invece, sono gli americani, che hanno dalla loro solo una percentuale del 53%.

Sempre all’interno della ricerca diING Bank, troviamo dati interessanti circa il riutilizzo degli oggetti, pratica che rientra perfettamente nelle R3 dell’economia circolare: Riduzione dei rifiuti, Riciclo e Riutilizzo.

Gli intervistati hanno evidenziato che, pur essendo fortemente ridotta la presenza di negozi atti alla riparazione, hanno intenzione di optare per il riutilizzo degli oggetti, sia elettronici che di altra categoria. L’obiettivo è quello di evitare un precoce smaltimento, contrastando la temibile obsolescenza programmata messa in atto dalle aziende per invogliare ad acquistare un nuovo prodotto, anziché provvederne alla riparazione.

Il nostro Paese si pone al quarto posto in termini di riutilizzo, attestandosi intorno al 64%. Al primo posto c’è la Turchia con il 70%, la Spagna con il 69% e la Romania con il 66%.

L’indagine di ING è stata condotta su di un campione di oltre 15mila intervistati residenti in 15 diversi Paesi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna, Turchia, Regno Unito, Australia, Stati Uniti e, ovviamente, Italia.

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