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POLITICA

L’appello di Mazzariello (FI): ‘Si facciano più tamponi’

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“Apprendiamo anche a mezzo stampa di come si levino richieste dalle Comunità rispetto ad una azione di esecuzione di tamponi che sia maggiormente estesa e puntuale. Tuttavia, sembra che le linee guida nazionali ed i livelli locali, che si limitano ad applicare le prime, vadano in una direzione maggiormente stringente. Ovvero, si sottopongono a tamponi solo persone che risultano essere contatti stretti di positivi e che, per di più, devono essere sintomatiche. Riteniamo che questo approccio non possa essere una garanzia per la salute della Comunità. Chiediamo se sussistano, per i livelli sanitari di prossimità, margini per poter intraprendere azioni maggiormente intense”. Aniello Mazzariello, Commissario di Forza Italia Montesarchio, interviene sulla questione tamponi.

“Non appare condivisibile la scelta di limitare l’esame solo a persone sintomatiche, questo perché ben sappiamo quale sia l’incidenza sul fenomeno epidemiologico giocato dai cosiddetti asintomatici che, pur non avendo manifestazioni cliniche, possono comunque essere essi stessi vettore del contagio. Sappiamo anche come limitazioni delle disponibilità stiano portando a questo atteggiamento parsimonioso. In questa circostanza, e mai come ora, l’unico obiettivo vero è quello di contenere la diffusione del virus e, quindi, di tutelare la pubblica salute. Sappiamo bene quale possa essere il potenziale di diffusione di questo agente virale e sappiamo bene – abbiamo lo specchio del Nord Italia – a quali tragiche conseguenze si andrebbe ad approdare nel momento in cui vi fosse un massivo afflusso negli ospedali e nelle Terapie intensive.

Prima ancora che morire di Coronavirus si morirebbe per la impossibilità di avere cure adeguate. Per questo, invochiamo i livelli locali della Sanità a prevedere soluzioni utili a procedere all’esame del tampone in modo più intenso. Non si attendano i sintomi per tamponare un contatto stretto ma lo si faccia nell’immediato anche per tutelare la salute di quel paziente dal momento che appare dimostrato come un intervento antivirale immediato possa evitare una prognosi decisamente peggiore rispetto all’approdo alle cure in condizioni già compromesse. Probabilmente non vi sono le condizioni per azioni a tappeto sul modello coreano ma, quanto meno – chiude Mazzariello – si sia puntuali nell’approfondire la condizione dei contatti stretti di un soggetto risultato positivo”.

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