“La CGIL di Benevento valuta negativamente quanto si sta predisponendo nei luoghi di lavoro della nostra provincia sul versante della sicurezza in rapporto alla emergenza epidemica che stiamo vivendo.
Abbiamo
da tempo posto la questione, pubblicamente, con diverse note, e
nell’interlocuzione con il Prefetto, al quale abbiamo sottolineato i
problemi nelle varie aziende autorizzate a produrre, molte delle quali
riteniamo non in possesso delle caratteristiche previste per continuare a
lavorare, e i problemi dei lavoratori della sanità, dei trasporti e del
commercio, in particolare.
Ovviamente,
la situazione più preoccupante è quella sanitaria, anche per quanto
riguarda quello che è successo a Villa Margherita. Questo è un motivo in
più affinché si effettuino urgenti e capillari interventi di controllo
in tutte le aziende sanitarie private che sono disponibili a ricevere
pazienti contagiati dal covid-19. Lo abbiamo richiesto, come Confederale
e come Categoria, nei giorni passati, perciò accogliamo con
soddisfazione le notizie sui controlli avvenuti ieri nelle strutture
sanitarie per la verifica degli strumenti di protezione. Controlli che
non possono essere svolti ‘una tantum’, ma essere ripetuti nel tempo.
Sin
dall’inizio di questa tremenda emergenza sanitaria, abbiamo cercato di
evitare di ingenerare preoccupanti allarmismi, non abbiamo polemizzato
sulle scelte operate negli anni che, in nome del profitto punto e basta,
hanno contribuito a costruire una sanità privata non adeguata,
indebolito quella pubblica, ritenuta, di fatto, non necessaria al bene
comune. Abbiamo ritenuto che oggi fosse il tempo della responsabilità,
non quello delle polemiche. È stata una scelta dettata dalla
considerazione che fosse in linea con ciò che chiedevano, e di cui
avevano bisogno, i nostri rappresentati, i lavoratori, e, più in
generale, l’intera collettività.
Del
resto, sull’infelice rapporto tra sanità pubblica e privata la Cgil di
Benevento ha da tempi non sospetti fatto pubbliche denunce, di recente
nella tre giorni in piazza del novembre scorso. Intrecci, tra pubblico e
privato, non sempre limpidi dove le debolezze del primo, significano
miniera d’oro per il secondo, quindi con interessi di non poco conto.
Abbiamo
evitato polemiche, ma, in particolare sul caso di Villa Margherita,
operato con l’intera Organizzazione, rappresentanze aziendali,
Categoria, Confederale, per ottenere interventi sul versante della
sicurezza dei lavoratori e della struttura sanitaria finalizzati alla
predisposizione di un servizio sanitario atto a far fronte al temuto
urto dell’onda del virus.
Da
parte nostra non c’è stata alcuna sottovalutazione della situazione. Al
contrario, siamo intervenuti sulle questioni legate alla sicurezza più
volte, a cominciare dal 23 marzo e, nello specifico di Villa Margherita,
il 24 con l’intervento della Funzione Pubblica-CGIL, con cui, in modo
esplicito e pubblicamente, denunciavamo il caso sospetto di cui eravamo a
conoscenza. La struttura sindacale di quella azienda ha pressato la
direzione aziendale per l’immediata sanificazione degli ambienti e la
distribuzione delle dotazioni di sicurezza. Si è adoperata per quanto
era in suo potere, anche rispetto ai fatti al momento conosciuti; non
avendo notizie ufficiali sulle condizioni dei pazienti, non poteva
effettuare un controllo preventivo. È palese che la leggerezza, con cui è
stata affrontata la questione nelle prime ore da parte dei soggetti
responsabili, ha prodotto danni che rischiano di essere irreparabili.
Nel riformulare i ringraziamenti, più volte espressi, a tutto il mondo del lavoro della sanità, confermiamo che continueremo a vigilare e a batterci, se possibile con maggiore forza, per ottenere la massima sicurezza per ogni lavoratore, non facendoci distrarre da quelle che consideriamo inutili e strumentali polemiche di questi giorni, che hanno avuto come bersaglio la nostra Organizzazione, che, come si usa nel nostro tempo, danno la stura al peggiore antisindacalismo preconcetto e alle note frasi fatte, la cui veridicità mai viene dimostrata”.