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Unesco, Benevento Longobarda replica a Del Prete: “A mancare sono le istituzioni”

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“Abbiamo letto con meraviglia e stupore le dichiarazioni dell’Assessore alla Cultura del Comune di Benevento in occasione di un incontro istituzionale sul patrimonio dei longobardi beneventani: la dott.ssa Del Prete ha infatti dichiarato che da quando c’è stato il riconoscimento Unesco per la Chiesa di Santa Sofia “non si è mossa una foglia sul piano economico e turistico”. Noi di Benevento Longobarda vogliamo invece ricordare all’Assessore che dopo il riconoscimento nacque la nostra associazione e già nel 2012 realizzammo ben 3 rievocazioni storiche che attirarono in città diverse migliaia di turisti, provenienti da tutta Italia”. Così in una nota l’associazione Benevento Longobarda.

“Negli anni successivi – si legge in una nota -, dal 2012 al 2019, anche se non abbiamo mai ricevuto aiuti da parte delle istituzioni presenti all’incontro convocato dalla Del Prete, siamo riusciti a realizzare altre sette edizioni della nostra rievocazione storica “La Contesa di Sant’Eliano”, che ha richiamato in città altre migliaia di turisti. Da tre anni abbiamo abbandonato Piazza Castello sia perchè il sindaco Mastella ha dichiarato in pubblico che a lui “Benevento Longobarda non piace”, sia perchè il Decreto Minniti sulla Sicurezza ci obbliga a spese insostenibili per svolgere la manifestazione su suolo comunale. Da quando realizziamo la nostra manifestazione lontano dal centro, abbiamo notato un calo nelle presenze dei beneventani, sempre restii ad allontanarsi dal Corso Garibaldi, mentre continuano ad essere migliaia le persone che vengono da fuori città ogni volta. Come se non bastasse, la nostra associazione viene ingaggiata da Musei, Comuni, Enti pubblici e privati per rievocare i longobardi beneventani in giro in tutta Italia, e per questo l’Associazione riceve dei compensi, che vengono investiti per ingrandire il proprio patrimonio rievocativo e per realizzare ogni anno la manifestazione a Benevento.

Dopo aver collaborato con il MANN di Napoli e con i Musei di Colleferro e Lanuvio in provincia di Roma, a fine mese saremo al Museo di Paestum – sottolinea l’associazione -, per partecipare ad un grande evento rievocativo che coinvolge i migliori gruppi storici d’Italia. Vogliamo ricordare che abbiamo rievocato i longobardi beneventani nel Friuli, in Toscana, nelle Marche, in Abruzzo, nel Lazio, in Puglia, Basilicata, Molise e Campania. Di solito in estate siamo sommersi dalle richieste e non riusciamo ad accontentare tutti gli enti pubblici che richiedono la nostra presenza nelle loro manifestazioni storiche. Riconoscimenti di professionalità ci giungono da ogni parte, soprattutto dal mondo accademico e la Del Prete lo sa perfettamente, visto che sono molti i suoi colleghi che ci stimano, ci apprezzano e perorano la nostra causa nelle sedi istituzionali, ma preferisce continuare a fare finta che noi non esistiamo, allineandosi al “non mi piace” del sindaco Mastella, il quale ha speso diverse centinaia di migliaia di euro per la “cultura” ma non ha mai preso in considerazione la nostra Associazione. Per concludere, ribadiamo che a Benevento il riconoscimento Unesco ha prodotto un incremento turistico e una crescita economica, visto che durante la nostra manifestazione sono sempre stati molti i commercianti ad beneficiare delle numerose presenze.

Ci auguriamo che il prossimo sindaco – conclude – sia un cittadino di Benevento e che possa sentirsi “orgogliosamente beneventano” in modo da poter capire l’importanza del nostro lavoro di rievocazione e valorizzazione del patrimonio culturale dei longobardi beneventani. Nella speranza che anche le istituzioni cittadine possano iniziare ad apprezzare la Storia dei Longobardi di Benevento, invitiamo i loro rappresentanti all’Università del Sannio il prossimo lunedì 24 febbraio, dove terremo un convegno insieme ad alcuni docenti e ricercatori e daremo dimostrazione della nostra professionalità in materia di rievocazione storica. O, se preferite, vi invitiamo a venirci a vedere al lavoro al Parco Archeologico di Paestum i prossimi 29 febbraio e 1 marzo. Viva l’Unesco, viva i longobardi!!!”.

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