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Comune di Benevento

Mensa scolastica, Del Prete: “La Cassazione dice no al panino da casa. Il pranzo è momento di formazione”

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“Meglio tardi che mai! Qualcuno, in questo Paese, ha finalmente riconosciuto (e ribadito) che il tempo mensa fa parte del tempo scuola, perché il pasto non è un momento d’incontro occasionale di consumatori di cibo,ma di socializzazione e condivisione (anche di cibo) e ‘l’Istituzione scolastica non è un luogo dove si esercitano liberamente i diritti individuali degli alunni, né il rapporto con l’utenza è connotato in termini meramente negoziali, ma, piuttosto è un luogo dove lo sviluppo della personalità dei singoli alunni e la valorizzazione delle diversità individuali devono realizzarsi nei limiti di compatibilità con gli interessi degli altri alunni e della comunità, con regole di comportamento e doveri cui gli alunni sono tenuti, con reciproco rispetto, condivisione e tolleranza’. Così recita il nuovo pronunciamento delle Sezioni Unite di Cassazione, in una sentenza che, ancora una volta fa discutere sulle mense scolastiche”. Lo comunica in una nota Rossella Del Prete, assessore all’Istruzione del Comune di Benevento.

“La Cassazione – spiega l’esponente della giunta Mastella – richiama così concetti come la solidarietà sociale,oltre che economica, inapplicabili diritti soggettivi, autonomia organizzativa delle scuole, doveri della comunità scolastica, diritti collettivi e valore educativo della refezione scolastica. Il Sindaco Mastella e tutta l’Amministrazione Comunale di Benevento avevano più volte sostenuto questi stessi principi anche contro la fatidica sentenza del Consiglio di Stato che autorizzava il “panino libero”, una scelta in contrasto con gli obiettivi di socializzazione, di condivisione, di uguaglianza sociale e, non ultima, di “educazione alimentare”. Una scelta che ha portato qualcuno a protestare addirittura perché l’adozione della refezione scolastica comunale da parte della maggioranza degli alunni delle scuole di Benevento, creava discriminazione per coloro che “liberamente” avevano optato per il pasto solitario e il cibo diverso (spesso a base di hot dog, merendine, patatine e bibite gassate).

Quella che qualcuno intitolò la “sconfitta di Mastella” è oggi una rivincita – sottolinea l’assessore -, ma è soprattutto l’affermazione di un principio sacrosanto: il tempo mensa è tempo scuola e deve essere uguale per tutti! La gestione del servizio mensa rientra dunque nell’autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche di primo e secondo grado in attuazione dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione. Come Assessore all’Istruzione, sono particolarmente felice di poter condividere con la Cassazione un principio che ho sempre sostenuto con profonda convinzione: il tempo mensa è tempo scuola e il genitore che aderisce al progetto scolastico del tempo pieno deve sapere di aver scelto di far vivere ai propri figli anche il momento formativo collettivo rappresentato dal tempo mensa comune, in cui si evitano le differenze sociali, si educa alla varietà del cibo, a comportamenti alimentari e sociali condivisi. La libertà di scelta del genitore può essere esercitata all’atto dell’iscrizione, sulla base dell’organizzazione scolastica: tempo normale, prolungato o tempo pieno.

Riguardo poi i dati riportati da Coldiretti che sottolinea come “più di un italiano su quattro (26%) abbia una valutazione negativa dei pasti serviti nelle mense scolastiche italiane”, con soddisfazione mi sento di affermare che a Benevento il dato è completamente ribaltato – spiega – e che quattro genitori su quattro giudicano il servizio di refezione scolastica di ottima qualità. La Commissione Mensa ha monitorato con attenzione per l’intero anno scolastico tanto le condizioni igieniche del centro di cottura, quanto quelle dei vari refettori scolastici, senza mai riscontrare anomalie o particolari elementi di sconvenienza e sondando continuamente l’indice di gradimento dei pasti di alunni e genitori. I verbali lasciati agli atti parlano chiaro e descrivono una situazione completamente ribaltata nell’ultimo anno scolastico.

Certamente tutto è migliorabile – conclude – e l’Ufficio Istruzione, la Ditta di Ristorazione Ristora & Food, i vari Istituti Scolastici di primo e secondo grado, hanno lavorato fino ad oggi in uno spirito di piena collaborazione e sempre puntando al raggiungimento di obiettivi di qualità. Quest’ultimo pronunciamento della Cassazione contribuirà, certamente, a migliorare il servizio della refezione scolastica delle nostre scuole”.

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