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SOCIETA'

All’Unisannio “costituenti sanniti ed irpini: memorie e riflessioni”

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“Costituenti sanniti ed irpini: memorie e riflessioni” con le relazioni del prof. Gaetano Pecora dell’Università degli Studi del Sannio e del prof. Pietro Ciarlo dell’Università degli Studi di Cagliari e del politico e saggista sannita Roberto Costanzo si è composta la seconda parte della giornata che Unisannio, in occasione del suo ventennale, ha voluto dedicare ai 70 anni della Costituzione italiana.

Dopo aver ripercorso, nella prima parte dei lavori, i principi fondamentali della Carta attraverso le relazioni dei costituzionalisti Francesco Paolo Casavola, Paolo Caretti e Roberto Romboli, nel pomeriggio è stato ricordato il contributo dei costituenti sanniti e irpini.

Furoni, infatti, undici i costituenti sanniti ed irpini che nel 1946 collaborarono alla redazione della Carta fondamentale. Un socialista, un qualunquista, un monarchico. A questi tre vanno aggiunti quelli che, riuniti nelle due formazioni più grandi, si contrapposero nelle aule dell’Assemblea: 4 democratici cristiani e 4 iberali.

“Questi si urtarono – ha rievocato il professore Pecora – e qualche volta si urtarono anche schiumando, quando venne in discussione l’articolo che prevedeva l’istituzione delle Regioni; con i liberali che vi scaraventarono contro i sospetti più atroci (“nido di insidie per la pace”, così uno di loro ebbe a definirle), e i  democratici cristiani, invece, che le carezzavano di favori come enti che avrebbero assecondato un più genuino coinvolgimento dei cittadini nella vita politica della comunità. Quando però liberali e democristiani salivano sul piano superiore dei principi, allora no, non più: all’urto e alla contrapposizione succedevano le concordanze e le rispondenze reciproche, tutti (ma proprio tutti, compreso il socialista) riunendosi nel valore prioritario della “dignità dell’uomo”. Ecco qui: l’uomo nella sua irripetibile originalità; eccolo qui il centro comune da cui tutti i costituenti locali venivano e al quale tutti poi ritornavano; e così andando e venendo si incontravano, si parlavano, si riconoscevano  magari per avversari ma non mai per nemici perché le frizioni e gli attriti erano legati pur sempre alle congiunture della vita parlamentare. Ma mentre sotto di loro le combinazioni della politica scavavano il terreno, sopra, il ponte, quel ponte dei valori comuni, restava. Piace sperare – ha concluso Pecora – che quel medesimo ponte resista anche agli urti dei giorni nostri”.

Per festeggiare i suoi vent’anni l’Università degli Studi del Sannio ha chiamato a testimoniare i suoi laureati con l’associazione Alumni Unisannio. Consegnata una speciale onorificenza ai primi laureati dell’ateneo: i dottori Fabio Madonna, Carlo Mainolfi, Michela Nardone, Raffaele Meo, Giancarlo De Marco, Gianni D’Angelo, Emanuela Sagnella, Elena Silvestri, Mario Marotta e Massimo Palombi.

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