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ECONOMIA

Pil e redditi, il Sannio tra i peggiori d’Italia e lontano dalla media europea

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Economia che non cresce, consumi fermi al palo, redditi bassi e spopolamento. In estrema sintesi è questo il quadro che emerge dalle statistiche che fotografano la situazione del Sannio. L’ultima in ordine di tempo riguarda l’Agenzia Europea che ha aggiornato di recente i propri numeri sul Pil degli europei, portandoli al 2015 e proseguendo l’analisi che riguarda la situazione degli stati Ue negli ultimi 15 anni. L’elaborazione dei dati è stata realizzata da “Il Sole 24 Ore”.

I numeri sono impietosi: la provincia di Benevento è tra le più povere d’Italia con un Pil procapite medio di 16.300 euro. Aspetto che trova conferma anche con quanto sostenuto dal Ministero delle Finanze che riporta che nel 2016 la media dei redditi percepiti è rimasta sostanziamene invariata.

Peggio del Sannio fanno Medio Campidano e Agrigento, poco al di sotto del 15mila euro. C’è anche Caserta che si ferma a quota 16mila. Fa meglio Avellino che si attesta intorno ai 17.800 euro, mentre Napoli giunge a quota 18.500, ma che resta sotto la media europea di 30mila euro pro capite.

Dati che, come già evidenziato dal quotidiano economico nazionale, pongono il Sannio e la “Campania al di sotto di nazioni fino a pochi decenni fa molto più povere come la Polonia”.

Accanto a questi dati, però, c’è anche un altro aspetto da considerare: quello dell’evasione fiscale. L’analisi, infatti, comprende ma non riesce ad inquadrare in pieno l’economia illegale che in Italia e in Campania, secondo dati del 2012, è nettamente superiore alla media europea.

Oltre a capire i fatti, i numeri però possono e devono aiutare nelle scelte politiche e strategiche. L’aspetto descrittivo dell’analisi statistica, infatti, è propedeutico a decisioni economiche che – se puntuali ed efficaci – possono aiutare i territori. L’ultima analisi di Unioncamere–InfoCamere raccontava di un Sannio vivo dal punto di vista imprenditoriale con una crescita del numero di imprese dell’1,49%.

Per sostenere l’imprenditoria però c’è bisogno di incentivi, interventi mirati e infrastrutture. Considerazioni già note e ribadite in ogni occasione utile, ma che potrebbero rappresentare davvero la svolta, ma per ora restano in attesa di trovare attuazione.

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