ECONOMIA
In Campania cresce il Pil ma a Benevento calano agricoltura, industria e costruzioni
E' quanto emerge dai dati Istat pubblicati il 20 dicembre scorso sulla contabilità regionale e provinciale. Sebbene si registri l'aumento del Pil, calano i redditi disponibili e i consumi delle famiglie campane
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La Campania è prima regione italiana per crescita del prodotto interno lordo con il 3,2%. E’ quanto emerge dai dati Istat sulla contabilità regionale e provinciale, aggiornati al 2016, che rafforza il dato del +2,4% registrato dalla Svimez a metà 2017.
Nel 2016 il Pil, a fronte di una crescita a livello nazionale dello 0,9% rispetto all’anno precedente, ha registrato un incremento dell’1,3% nel Nord-est, dello 0,9% nel Nord-ovest e dello 0,8% sia al Centro che nel Mezzogiorno, dove, però, spicca la performance positiva del 3,2% della Campania.
Significativo, comunque, il dato relativo all’incidenza sull’andamento generale dell’economia del lavoro sommerso e irregolare che in Campania raggiunge l’8,8%.
A fronte, però, di una crescita delle attività produttive, la spesa per consumi delle famiglie nel Mezzogiorno, e della Campania in particolare, è più contenuta rispetto alla media nazionale con l’1,2% rispetto all’1,5%.
Pe quanto riguarda i dati provinciali c’è da registrare anche il livello inferiore alla media nazionale del valore aggiunto nelle singole province per area produttiva: Benevento, tra i capoluoghi campani, risulta essere con il valore aggiunto più basso nell’agricoltura, nell’industria e nelle costruzioni.
Meglio Avellino per quanto riguarda l’industria e i servizi. Salerno registra una percentuale bassa soprattutto nell’industria e nelle costruzioni. Stessa tendenza anche per Caserta, mentre per Napoli c’è un dato superiore rispetto agli altri territori provinciali per quanto riguarda le costruzioni.
Per quel che concerne il reddito disponibile delle famiglie, il 2016 ha segnato per il complesso dell’economia nazionale un incremento dell’1,6% rispetto all’anno precedente, ma con dinamiche territoriali piuttosto articolate.
L’area geografica del Meridione è risultata nel complesso in linea con quella nazionale ma caratterizzata da un’ampia variabilità interne dallo 0.8% del Molise al 2% della Sardegna.
In Campania con una quota di poco più di 13 mila euro risulta, insieme alla Sicilia, la regione con il reddito disponibile per abitante più basso per una differenza rispetto alla media nazionale del -25,7%.
In termini percentuali si registra il dato dell’1,8%, che è leggermente più basso rispetto al 2015 quando veniva registrata una percentuale dell’1,9%.