Comune di Benevento
Questione mensa, #LaCittadiTutti: “Assistiamo a superficialità amministrativa”

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“Il servizio di refezione scolastica, sempre più spina nel fianco dell’Amministrazione Mastella.” Inizia così una nota di Gianluca Vevoto di #LaCittadiTutti – Benevento, intervenendo sulla questione della mensa scolastica al Comune di Benevento.
“Tra assessori defenestrati, rilievi dell’ANAC, fughe di notizie e denunce verso ignoti – aggiunge Vevoto – sul servizio mensa cade l’ulteriore tegola della sentenza del TAR, che contribuisce ad arricchire questo servizio che in ogni altro comune viene erogato e organizzato senza particolari problemi, di connotati di suspense e incertezza degna di un libro giallo di Agatha Christie.
Non mancano anche qualche vena di surrealtà; difatti è emblematico che sia il sindaco che l’assessore al ramo apprendono dei rilievi dell’ANAC dai giornali, rilievi emersi nonostante il protocollo di intensa firmato con l’Agenzia di Vigilanza dalla giunta Mastella agli inizi della consiliatura, protocollo che doveva rappresentare a detta del sindaco “uno strumento di maggiore efficienza amministrativa e democrazia “.
Sarebbe pleonastico, rimarcare ed evidenziare i disagi a cui stanno andando incontro le famiglie beneventane, che al momento non possono ancora usufruire del tempo prolungato per i propri figli, per questo motivo oltre ad invitare l’amministrazione comunale a superare questo stato di empasse nel più breve tempo possibile ci permettiamo di fare solo delle semplici considerazioni.
Prima di tutto, come già evidenziamo in un nostro precedente intervento, criticammo fortemente il fatto che il regolamento mensa sia stato licenziato quasi a metà luglio, con la conseguente presentazione del bando ai primi di agosto, un periodo troppo a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico.
Quindi, perché non si è pensato di discutere del regolamento già dal mese di marzo, quando sono state evidenziate le prime criticità del servizio con la sospensione delle refezione tramite decreto sindacale, invece di ventilare la possibilità di non erogare più il servizio per il prossimo anno scolastico?
In questo modo si aveva la possibilità sia di avere più tempo per scrivere il bando oltre che fare fronte ad eventuali criticità come quelle che si sono palesate. Per quanto riguarda la sentenza TAR, perché non si è pensato di scrivere un regolamento, recependo anche l’esigenze della famiglie, magari discutendo con loro in un consiglio comunale aperto, invece di procedere in solitaria?”
“Ancora una volta – conclude Vevoto – assistiamo all’ennesimo atto di superficialità e pressappochismo amministrativo per la serie, citando un vecchio detto popolare, “A gatta pe’ gghji’ ‘e pressa, facette ‘e figlie cecate”.”