La Fit Cisl interviene nuovamente sulla vicenda dei lavoratori dell’Asia che usufruiscono delle legge 104. Lo fa con una lettera inviata al sindaco Clemente Mastella.
“Premesso che la nostra organizzazione – si legge nella missiva – non ha mai avuto un colore politico, quando si tratta di rappresentare i diritti dei lavoratori, ma a qualcuno questa cosa può dare fastidio. Si respira un aria nuova da quando il Prof. Quattrociocchi è stato nominato consulente aziendale, ma con tutta la sua buona volontà qualcuno continua a fomentare l’odio. Secondo il Ministero del lavoro, difatti, deve essere rispettato il principio per il quale le esigenze di assistenza e di tutela del disabile devono prevalere sempre sulle esigenze organizzative aziendali. Pur sapendo che è severamente vietato il diniego della legge 104, specialmente se la richiesta viene consegnata con quasi un mese di anticipo, la Direzione aziendale si permette di rifiutare per motivi organizzativi i giorni di assenza dovuti alla legge 104, non una sola volta ma ben 2 volte a più dipendenti.
I motivi organizzativi – attacca la Cisl – non rientrano assolutamente nella concezione di rifiuto. La normativa come già confermato dall’Inps specifica che l’azienda che si rifiuta di concedere un permesso di legge 104 è soggetta a provvedimento penale, l’Inps è l’unico ente normativo italiano che concede l’autorizzazione e il Ministero del Lavoro su specifico mandato è l’unico ente autorizzato a sospendere tali permessi se riconosciuti fuori norma. Questa azienda ha attualmente più di 80 operai provenienti da agenzia interinale, tutti con competenze e specializzazioni di livello superiore idonei per le sostituzioni dei dipendenti effettivi, perché l’azienda attua sostituzioni programmate a proprio piacimento.
Concludiamo nel confermarvi che questa situazione continua a fermentare odio e disappunto anche nei confronti del Socio Unico – conclude la nota – che spesso viene imputato come unico colpevole. Chiediamo al sindaco quale primo cittadino, vicino ai problemi dei suoi cittadini di portare a conclusione un percorso di miglioramento aziendale, un intervento serio e costruttivo, ormai atteso da molto tempo. Chi sbaglia deve essere messo da parte e chi rispetta le leggi deve essere messo in condizioni di svolgere il proprio lavoro, onestamente senza elemosinare niente a nessuno”.