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Cultura della legalità, in città una mostra e un convegno contro le mafie

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“Senza cultura non c’è legalità. Senza cultura non si può combattere la mafia”. Sono le parole del generale dei carabinieri e presidente della Fondazione Italiana per la Legalità e lo Sviluppo, Fausto Milillo. Le ha pronunciate, questa mattina, durante l’inaugurazione della mostra  “Luci dal buio Mafia ed Antimafia: immagini per un inventario” allestita all’interno della Prefettura di Benevento in occasione delle celebrazioni per ricordare il 25esimo anniversario della strage di Capaci, dove persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

Una giornata, promossa dal Coordinamento provinciale di Libera, che nasce con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni l’esempio di legalità e onestà che le tante vittime della mafia hanno portato alla luce grazie al loro sacrificio.

La mostra racconta, attraverso foto e testimonianze rare, la storia della criminalità fino all’arresto di Bernardo Provenzano. Un percorso tra immagini e parole, dirette ad affermare l’impegno ed il ruolo della società civile nella lotta contro la criminalità e contro ogni forma di violenza e sopruso.

La giornata è proseguita all’Auditorium di Sant’Agostino con un convegno dibattito – al quale hanno partecipato le principali autorità cittadine – sul tema “Le Vittime di Mafia, la memoria, la responsabilità e il ruolo delle istituzioni e la società”. E’ stato un momento di confronto tra gli attori istituzionali del capoluogo e i giovani studenti sanniti: un modo per continuare a tenere sempre alta l’attenzione sui fenomeni criminali.

Momento particolarmente emozionante, invece, la lettura del libro “Il giardino della memoria. I 779 giorni del sequestro Di Matteo” da parte dell’autore Martino Lo Cascio.

Agli studenti sanniti è giunto anche un messaggio del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti che non è potuto intervenire di persona all’evento. “Bisogna combattere i pregiudizi – ha scritto il magistrato ai ragazzi -. Cultura della legalità significa anche lottare per evitare di ripetere gli errori del passato. A 25 anni da Capaci – ha concluso – molto c’è ancora da fare come era nel disegno di Giovanni Falcone”.

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