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Salute

Mensa, la Rete Sociale: “Solidarietà a Corona, plauso a Ventucci…ma il pericolo rimane”

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“In Paesi in cui la società civile è in grado di farsi rispettare e di prendere posizione, la vicenda-Ristorò sarebbe stata risolta in qualche settimana. Qui, invece, è una farsa che va avanti da quasi un anno, punteggiata da colpi di scena da teatro dell’assurdo: come la grottesca denuncia della Ristorò al presidente di AltraBenevento, Gabriele Corona, cui va riconosciuto il merito di avere scoperchiato pentole dentro le quali nessuno voleva mettere il naso”. Lo scrive in una nota Serena Romano, presidente della Rete Sociale.

“Controlli poco attendibili effettuati da burocrati alquanto “disattenti”, infatti, non sono ancora riusciti a stabilire una verità… sotto gli occhi di tutti. Ecco perché oggi, a distanza di due mesi dalla nostra richiesta all’Asl “Fuori le carte: ora la partita Ristorò si gioca sulla trasparenza” abbiamo riformulato tale richiesta ai sensi della legge 241/90”: cioè come formale richiesta di accesso agli atti riguardanti il servizio di ristorazione degli ospiti delle strutture del D.S.M.

Nel comunicato stampa del 25 maggio scorso, infatti, chiedevamo al commissario della Asl Ventucci: “… di soddisfare con la massima trasparenza la richiesta dei cittadini di conoscere gli esiti dei controlli, pubblicando sul sito della Asl i verbali degli incontri tenuti sul tema, le contestazioni mosse dai funzionari Asl alla Ristorò, la relazione con la quale la ditta ha risposto, nonché il capitolato d’appalto con relativo menù riguardante anziani e malati. Perché solo se i risultati dell’inchiesta interna avviata dal commissario Ventucci saranno resi noti in maniera trasparente, integrale e accessibile a tutti, risulteranno credibili … “

Ebbene, il commissario Ventucci ha dichiarato di essere ancora “in attesa delle relazioni e dei documenti relativi alle verifiche che abbiamo disposto a suo tempo: sulla scorta di quello che emergerà decideremo poi come procedere”. Un’intervista, dunque, che in parte ci rassicura e in parte ci preoccupa. Da un lato, infatti, le lungaggini e i tentennamenti dei responsabili nel fornire le risposte che il commissario sta sollecitando da tempo, sono preoccupanti perché sintomo di inefficienza e poca trasparenza.

Dall’altro, invece, la posizione del commissario Ventucci sui pasti da fornire agli utenti della Salute Mentale è stata espressa nell’intervista in maniera così chiara, onesta e consapevole delle problematiche sollevate, da risultare rassicurante: “Quanto al futuro, indipendentemente dalle risultanze delle verifiche, qualcosa dovrà necessariamente cambiare. Non è pensabile immaginare per gli ospiti permanenti delle strutture dell’Asl un sistema di refezione basato su vassoi preconfezionati. Per il loro benessere è importante un contesto che, nel momento dei pasti riproduca il più possibile la realtà familiare e, nel rispetto della normativa sulla sicurezza, essi vanno fatti partecipare al servizio. Chiunque sarà a gestire in futuro la refezione dovrà tenerne conto».

Ecco perché, – conclude la Romano – per essere certi che le corrette direttive di Ventucci non vengano stravolte da chi dovrà applicarle, abbiamo chiesto ai sensi dell’art. 26 della legge 7 dicembre 2000 n. 383 (che riconosce alle associazioni di promozione sociale il diritto di accesso di cui all’art. 22, comma 1, l. n. 241 del 1990 ): “La copia del capitolato d’appalto e del relativo contratto per la fornitura dei pasti agli ospiti del D.S.M.; il provvedimento di proroga dell’appalto; gli attestati relativi ai controlli effettuati dall’ASL nel periodo di esecuzione del contratto; la relazione del responsabile del procedimento in ordine ai gravi fatti di cronaca che hanno determinato la sospensione del servizio; la relazione della Ristorò in risposta ai fatti contestati; il nominativo del responsabile del procedimento ai sensi della legge 241/90.” Abbiamo chiesto, inoltre, di “partecipare al procedimento per il nuovo affidamento del servizio di ristorazione degli ospiti del D.S.M”. E ora restiamo in fiduciosa attesa”.

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