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Comune di Benevento

Questione mensa e tassa rifiuti: a breve interrogazioni dei Consiglieri comunali De Nigris, Orlando e Zoino

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“A due mesi dalla nascita, il portale ‘ComuneMente’ è divenuto punto di riferimento per quanti ritengono che sia importante dare il proprio contributo alla comunità in cui si vive sia in termini di segnalazioni che di idee. Un sistema di vera partecipazione basato sul colloquio costante con i cittadini e sulla concreta possibilità di utilizzare la presenza in Consiglio come braccio operativo ovvero per tradurre in gesti istituzionali quanto emerge dalle necessità quotidiane della gente”. A scriverlo sono i promotori del sito web, i Consiglieri comunali De Nigris, Orlando e Zoino.

“Le e mail ricevute e gli interventi  apparsi sia sulla pagina Facebook che sul portale www.comunemente.net – si legge nella nota – hanno dimostrato interesse e attenzione nei confronti dell’iniziativa. Detto ciò appare evidente che i Consiglieri, preso atto delle problematiche trattate, hanno selezionato le più urgenti e su queste avvieranno tramite interrogazioni, presentazioni di OdG e quanto nelle loro possibilità, tutte le attività legate al loro ruolo. Il primo argomento, di gran lunga il più presente nei  post ricevuti, è stato quello connesso alla ormai nota questione mensa.

E’ l’argomento, secondo tutti coloro che lo hanno evidenziato, che richiede un immediato intervento – spiegano i Consiglieri di Palazzo Mosti – stante l’imminente pubblicazione del bando. Su questo tema c’è molta diffidenza nei confronti dell’Amministrazione che ha perso completamente la fiducia dei cittadini. Sarebbe pertanto opportuno, considerato che si prevede l’aggiudicazione per un contratto di tre anni, che Il Comune proceda ad assicurare il servizio per un solo anno, e cioè fino al termine di questa consiliatura. Sarà la prossima amministrazione che procederà al successivo affidamento.  Uno dei temi maggiormente dibattuti,inoltre, è stata la modalità di aggiudicazione della gara. Il massimo ribasso previsto dall’Ente non consentirebbe infatti di disporre di una particolare qualità dei prodotti. Pensare ad una percentuale del 40% per il massimo ribasso e 60% per l’offerta migliorativa assicurerebbe la possibilità di contenere i costi e di ottenere un servizio qualitativamente più elevato, potendo valutare le diverse proposte migliorative in termini complessivi che le imprese andranno ad offrire.

Il secondo argomento è stato quello legato alla tassa rifiuti. Ad oggi,infatti, – proseguono – nonostante le tante sollecitazioni il Comune di Benevento non ha ancora impugnato la delibera della Provincia che  ha raddoppiato, con effetto retroattivo dal 2014, la tariffa per il conferimento dei rifiuti ai siti di trattamento gestiti dalla Samte. Una richiesta assurda considerato che i formali chiarimenti richiesti, sia dai cittadini, sia da amministratori locali non sono stati forniti dall’ente provinciale.Non si sa se il bilancio consuntivo della Samte, relativo al 2014, è stato approvato oppure no. La mancata conoscenza non consente  di verificare – e comprendere – i fatti gestionali che hanno determinato la perdita che la società chiede ora di ripianare. Peraltro con un adeguamento retroattivo della tariffa che non trova riscontro nella codicistica.

Non risultano inoltre – aggiungono – pubblicati altri due documenti di fondamentale importanza per capire i meccanismi di  questo costoso ed ombroso ciclo dei rifiuti, come ad esempio: il piano industriale della Samte e quello del termovalorizzatore di Accerra che, per come dicono, avrebbe determinato l’aumento della tariffa.Va inoltre ricordato che le vigenti disposizioni, che riguardano strutture ed organismi partecipati o variamente collegati alla pubblica amministrazione, non prevedono dispendio di disponibilità finanziarie erogate senza un piano industriale o una prospettiva che realizzi l’economicità e l’efficienza della gestione nel medio e lungo termine.  Si può quindi diffidare l’Ente dal prevedere aumenti della tassa per i cittadini di Benevento, fino a quando non sarà chiaramente dimostrata la legittimità delle suddette richieste”.

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