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Salute

Tumori al seno, terapia sperimentale in 5 minuti e da casa. Da Napoli progetto di ricerca in 3 istituti

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Da una terapia lunga anche piu’ di un’ora a un’iniezione sottocutanea in cinque minuti. Da Napoli parte il progetto di ricerca per il nuovo tipo di somministrazione dei farmaci contro il tumore al seno. Una soluzione più rapida, più comoda e che presto potrebbe essere fatta direttamente in casa grazie a un nuovo dispositivo elettronico.

Il progetto di ricerca è tutto napoletano ed è portato avanti dall’ospedale Cardarelli, dall’istituto Pascale e dal Policlinico Federico II. Per ora i risultati, dicono gli esperti, sono ottimi e a breve potrebbe arrivare l’appovazione dei comitati di controllo. Le previsioni dei coordinatori del progetto sono che la nuova somministrazione potrebbe diventare prassi entro l’inizio dell’anno prossimo.

”Le nuove opzioni terapeutiche – dice Sabino De Placido, ordinario di Oncologia medica alla Federico II – possono aumentare le opportunità di cura delle pazienti, sia in fase precoce che metastatica, e con questi farmaci di nuova generazione si ottiene una completa distruzione delle cellule tumorali”.

La terapia in questione è quella per il tumore al seno di tipo Her2 positivo, una forma particolarmente aggressiva che colpisce il 25% dei casi. In base alla sperimentazione napoletana, cambia il modo di somministrazione: dalle iniezioni endovenose, della durata media tra mezz’ora e un’ora e mezza, si passa all’iniezione sottocutanea con una puntura che portera’ via ai pazienti al massimo 5 minuti.

In Campania sono circa 50.000 le donne affette da tumore alla mammella e ogni anno nella regione si registrano circa 4.000 nuovi casi. Grazie alla diagnosi precoce e alle nuove terapie un numero crescente di pazienti arriva alla guarigione e cresce l’aspettativa di vita.

”Se tra il ’90 e il ’94 la sopravvivenza a 5 anni era l’81%, oggi e’ poco sotto il 90% – dice Giacomo Carteni’, responsabile dell’Oncologia medica del Cardarelli – La svolta contro questo tumore si e’ avuta con il trastuzumab, un anticorpo in grado di ridurre del 40-50% la mortalita”’.

”Con la somministrazione sottocutanea di trastuzumab – dice Michele De Laurentiis, direttore Oncologia medica senologica del Pascale – sono diversi i vantaggi, a cominciare dalla minore invasivita’ e dalla maggiore rapidità e praticità”.

Un vantaggio anche per il sistema sanitario, spiegano gli esperti. Non c’è attesa per la poltrona infusionale, la permanenza in ospedale è ridotta e in più, con un dispositivo medico, la somministrazione sottocutanea potrebbe in futuro essere eseguita a casa direttamente dalla paziente.

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