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POLITICA

Lavoro: il Sannio in ginocchio, ma la Regione Campania “pensa alle farfalle”

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Nel Sannio oltre un cittadino su tre non ha lavoro. Quasi la metà dei giovani è in cerca di prima occupazione. Ma soprattutto il 30% dei giovani disoccupati ha rinunciato a cercare il lavoro. Decine di aziende del comparto edile, ma non solo, costrette a chiudere. Un apparato industriale che non regge i colpi della crisi. Una situazione drammatica nella Provincia di Benevento cui si aggiungonocrisi da tempo irrisolte e nuove emergenze, come l’area di Airola e la vicenda forestali. Complessivamente parliamo di circa 1200 persone espulse o messe ai margini dei processi lavorativi.
 

La questione lavoro e sviluppo è stata al centro della seconda conferenza provinciale sul lavoro organizzata del Partito Democratico. Ma al di là della parole di una conferenza, oggi quello che conta sono i fatti, le proposte e le iniziative. In questo ottica, per il Pd sannita, è inutile bussare alle porte della Regione Campania, perchè tanto nessuno risponde. “Quando parliamo di lavoro e coinvolgiamo enti come la Regione Campania – dichiara il segretario provinciale Mortaruolo ai nostri microfoni – le risposte non ci sono. Non ci sono atti di indirizzo e di gestione. Siccome non è più tempo di aspettare, dobbiamo puntare ad utilizzare le risorse esistenti nel Sannio e fare sistema su alcuni argomenti specifici che possano ridare posti di lavoro, come la logistica, la cultura e l’agroalimentare. In quest’ottica il raddoppio della telesina e alta capacità sono opere su cui puntare.”
 

Tra i rappresentati delle istituzioni e i politici sanniti pesano ancora le parole pronunciate dall’assessore regionale Vetrella, in visita al Consorzio Asi, negli scorsi giorni. Quel “non piangetevi addosso”, non è andato giù a molti.
“2250 disoccupati, 481 aziende che hanno chiuso, sono dati da bollettino da guerra,” ci dice il presidente Cimitile, “trovo incosciente chi viene qui ed invece di darci una mano, scarica il barile, dicendo che non abbiamo progetti, quando abbiamo riempito la Regione di progetti, che non si sa dove sono andati a finire”.
 

Caso esemplificativo, secondo il presidente della Provincia Aniello Cimitile, della disattenzione e della scarsa capacità progettuale di Palazzo Santa Lucia, la questione della diga di Campolattaro, per la quale manca ancora il VIA. I motivi? Una questione di farfalle. “Su alcune zone dove deve nascere la diga, – commenta Cimitile – si sta studiando una famiglia di farfalle. Io sono un’ecologista ed un ambientalista e voglio salvare le farfalle a tutti i costi. Ma penso che si possano fare contemporaneamente lo studio delle farfalle e mandare avanti i procedimenti”.
 

Una perdita di fiducia nella Regione Campania, che si ripercuote anche in altri settori. “Abbiamo fatto la gara, – dichiara il presidente della Provincia – a proposito dei lavoratori dei consorzi, per l’acquisizione degli automezzi, ma andata deserta, perchè nessuno ha fiducia nella Regione Campania. Sanno che in quella gara dovrà pagare la Regione e non partecipano proprio”.
 

Alla conferenza del PD c’erano anche i lavoratori dei consorzi, da ormai più di due anni relegati in una situazioni ai limiti dell’assurdo. Uno di loro aveva in mano uno striscione con su scritto “per uccidere un uomo non è necessario togliergli la vita, basta togliergli il lavoro”.
 

Cimitile però assicura che la Rocca dei Rettori porterà avanti i suoi progetti e le misure anticrisi, destinando a quest’ultime il 10% dell’avanzo di amministrazione.
 

Ma la crisi del lavoro nel Sannio si inserisce in un ragionamento di difficoltà nazionale. E’ di pochi giorni fa intanto la notizia dell’intesa tra Governo e Regioni sulla allocazione di 140 milioni destinati al credito d’imposta per l’occupazione al Sud. Una decisione positiva, per l’on Sergio D’Antoni, giunto nel Sannio per la conferenza del Pd, che però va ancora di più potenziata: “Ci sono i soldi della comunità europea, se vengono messi a disposizione è possibile nel giro di 6 mesi mettere in modo investimenti e posti di lavoro almeno per 100mila persone”.
 

Erika Farese

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