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Università

Il ruolo delle Università nel Mediterraneo in trasformazione

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Il ruolo delle Università nel Mediterraneo in trasformazione. Su questo tema si sono confrontati, si legge in una nota, all’Università del Sannio rappresentanti del mondo accademico insieme ad esponenti di UNIMED, l’associazione di 83 Atenei che favorisce la diffusione di spazi di parola e di confronto sulla creazione e il rafforzamento delle istituzioni democratiche nei paesi della Riva Sud.

All’incontro ad Unisannio è stato presentato il volume di Franco Rizzi “Mediterraneo in rivolta” (Castelvecchi, 2011), un’analisi approfondita degli accadimenti che, a partire dalla Tunisia, hanno interessato l’Egitto, la Libia e gli altri paesi dell’area.

Insieme all’autore, fondatore e segretario generale di UNIMED, sono intervenuti: il rettore dell’Ateneo sannita, Filippo Bencardino; il rettore dell’Università di Lecce, Domenico Laforgia; Tullio D’Aponte, professore emerito dell’Università di Napoli “Federico II”; e Marcello Scalisi, direttore esecutivo di UNIMED.

“Le significative trasformazioni in atto nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo – ha dichiarato il rettore
Bencardino – ci pongono di fronte alla necessità di un profondo riesame delle politiche mediterranee europee. Si avverte il bisogno di rivitalizzare i rapporti con il Mediterraneo non solo dal punto di vista economico ma soprattutto dal punto di vista culturale. Centri di sapere come le Università possono governare questo processo di conoscenza. L’adesione di Unisannio a UNIMED nasce da questo presupposto”.

“In un momento di crisi globale – ha spiegato il rettore Laforgia – l’Europa che possiede competenze avanzate nel settore della ricerca, soprattutto in fatto di innovazione tecnologica, ha la possibilità di realizzare una integrazione reale, offrendo la sua conoscenza a Paesi in forte via di sviluppo”. “Si tratta – ha continuato il professore D’Aponte – di aree che procedono con un tasso medio di sviluppo del prodotto interno lordo del 5 per cento. Questo andamento si può trasformare in tasso di sviluppo avanzato solo attraverso la ricerca. Accogliere nelle Università italiane studenti stranieri provenienti dai Paesi della Riva Sud significa avviare un dialogo con la classe dirigente del futuro”.

“In questa prospettiva – ha ribadito il professore Rizzi -, è strategico il rafforzamento delle rete mediterranea delle Università, attraverso un’azione che parta proprio dagli Atenei più piccoli, come Unisannio, in grado di accogliere con maggiori possibilità nuovi studenti stranieri. L’obiettivo di UNIMED è di incentivare la cooperazione e di creare spazi di parola. Tra i progetti c’è anche quello di far nascere una università italo-egiziana sul modello europeo”.
 

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