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CULTURA

Le prime nazionali di “Città Spettacolo”

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Due prime nazionali (“Buddha, mon pére et moi”e “In Canto 34”), uno spettacolo in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi e la Primavera dei Teatri di Castrovillari (“Frateme”) e la versione de “Il Barbiere di Siviglia” proposto del Conservatorio Statale di Musica Nicola Sala di Benevento (che coniuga lo spirito rossiniano con l´esperienza della Guerra Civile Spagnola). Ma anche lo straordinario e toccante spettacolo di clownerie de “I ragazzi di Buxcarest” (“Un naso rosso contro l’indifferenza”) e gli attori dell’Accademia di Belle Arti di Napoli che riprodurranno con i loro corpi 23 tele nello spettacolo “Caravaggio XXIII”.

Sono questi, in sintesi, i principali ingredienti del programma proposto dal festival “Benevento Città Spettacolo” per la giornata di domani 3 settembre.

Si parte alle 17:00 presso la Chiesa di Sant’Ilario e alle 18:00 presso la Rocca dei Rettori con il ciclo di appuntamenti di “Raccontami Benevento”, un progetto di teatro del direttore del festival Giulio Baffi e di Giovanni Petrone, che sviluppa poetiche improvvise tra architetture longobarde e storie che hanno trovato la propria anima a Benevento. In particolare, proprio alla Rocca, sede della Provincia, verrà ricordata l’esperienza civica e patriottica di Salvatore Rampone che proprio il 3 settembre del 1860 cacciò il delegato pontificio Edorado Agnelli e pose, quindi, le basi per la nascita della Provincia di Benevento, di cui in questi giorni è stata paventata l’abolizione.

Alle ore 18:00 in Piazza Roma sarà la volta di “Un naso rosso contro l’indifferenza”, straordinario e toccante spettacolo di clownerie de “I ragazzi di Buxcarest”. Si tratta di una produzione “Parada Italia”, un’associazione indipendente che sostiene il progetto in atto a Bucarest per il reinserimento sociale dei giovani che vivono in strada.

Alle 19:00, la Chiesa di Santa Sofia, inserita dallo scorso giugno nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco, diventerà il proscenico di “Caravaggio XXIII”: attori dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, per la regia di Ludovica Rambelli, riprodurranno con i loro corpi 23 tele di Caravaggio. Il lavoro, costruito con la tecnica dei “tableaux vivants” o quadri viventi – molto in voga nel ‘700, soprattutto alla corte di Ferdinando di Borbone, è un genere teatrale noto oggi come “performing art”. Di estrema semplicità e insieme di grande impatto visivo, vede gli attori comporre, con i propri corpi in posa e con pochi e semplici elementi vari quali costumi e attrezzeria, quadri o sculture immobili, quadri che prendono corpo sotto gli occhi degli spettatori, ovvero 23 tele di Caravaggio.

Alle ore 19:30 al Mulino Pacifico vi è poi in programma la prima nazionale di “Buddha, mon pére et moi”, di e con Sergio Longobardi, in collaborazione con il Theatre de la Villette di Parigi. “Quello che presentiamo a Benevento è il primo studio-spettacolo derivante da un cantiere aperto di ‘teatro documentario’ che stiamo facendo nascere a Parigi”, spiega Longobardi. I temi saranno quelli dell’amore e della morte. L’obiettivo è indagare su questi temi e integrare indagini documentarie con una autobiografia legata al rapporto del regista con suo padre.

Alle 20:00, al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele, sarà la volta de “Il Barbiere di Siviglia”, melodramma buffo in due atti, musica di Gioachino Rossini, libretto di Cesare Sterbini, con Orchestra e Coro del Conservatorio Statale di Musica Nicola Sala di Benevento. Un allestimento che coniugherà lo spirito rossiniano con l´esperienza della Guerra Civile Spagnola. Lo svolgimento della vicenda si immagina avvenga il 20 agosto 1936, giorno in cui Radio Siviglia annuncia la morte del poeta e drammaturgo Federico Garcìa Lorca, assassinato dalla ferocia falangista. Nell´annuncio ci si preoccupò di celare la verità, affermando che la morte di Garcìa Lorca avvenne in conseguenza di “ferite prodotte per azione di guerra”.

Due appuntamenti di prosa concludono, infine, il programma: “Frateme” (ore 21:00 Teatro De Simone) di Benedetto Sicca (in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi e la Primavera dei Teatri di Castrovillari), che narra la storia di una famiglia napoletana che vive in uno scenario desolato, tra l’immondizia in fiamme, nel quartiere di Forcella, e “In Canto 34” (ore 22.30, Arco Del Sacramento), un concerto per voci recitanti, fiati e live electronics sulla pazzia d’Orlando e suo rinsavimento, che a Benevento viene presentato in prima nazionale. Si tratta di un gioco teatrale che punta l’attenzione su alcuni canti simbolici del poema immergendosi nelle ”ottave d’oro” dell’Ariosto e dei suoi musicalissimi endecasillabi.

Domani 3 settembre sarà aperta al pubblico (ore 10:00 – 13:00) al Teatro De Simone la mostra di Nicola D’Ammora “Visioni in memoria”, che propone i manifesti disegnati per il teatro di Annibale Ruccello drammaturgo scomparso il 12 settembre di venticinque anni fa.

 

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