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POLITICA

Lavoratori ex Consorzi Rifiuti. Mazzoni: “La mobilità non è risposta responsabile. Bisogna supportare il prefetto”

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“La mobilità non è una risposta responsabile. Chi ha competenza supporti il prefetto”. Sono le parole dell’europarlamentare Erminia Mazzoni sulla questione dei lavoratori degli ex Consorzi rifiuti. “È trascorsa una settimana dalla nota inoltrata a vertici regionali e provinciali per scongiurare la mobilità delle 124 unità dei consorzi rifiuti a Benevento – sottolinea la Mazzoni – Quasi due anni trascorsi, tra promesse, dimenticanze e contraddizioni.

C’è una responsabilità di tutti, passata, presente e futura, che non dovremmo dimenticare. Oggi comunico questa mia ennesima iniziativa per ringraziare il Prefetto di Benevento, per quanto sta facendo, pur nel silenzio di quanti dovrebbero intervenire, e per condividere pienamente la Sua iniziativa”.

La scorsa settimana, infatti, l’esponente sannita del Pdl aveva inviato una lettera – con oggetto la procedura scioglimento consorzi rifiuti e definizione posizione lavoratori – al presidente della Giunta regionale Caldoro, agli assessori regionali Romano e Nappi, al presidente della Provincia di Benevento Cimitile e agli assessori provinciali Pacifico e Aceto.

“Sono trascorsi tre mesi dalla burrascosa seduta del Consiglio Provinciale sulla questione in oggetto, al termine della quale si decise di rinviare la trattazione della stessa in commissione – si legge nella missiva – Un mese e mezzo fa la chiusura dei lavori della commissione con la decisione di avanzare richiesta per la concessione della cassa integrazione. Il 18 maggio sono scaduti i termini della gara indetta dalla provincia per l’acquisto delle attrezzature per la implementazione della raccolta differenziata a valere sul progetto finanziato dalla Regione.

E infine una settimana fa – aggiunge la Mazzoni – la decisione dei commissari dei consorzi di provvedere alla messa in mobilità dei lavoratori. Dall’inizio della vicenda in totale poco meno di due anni e ancora non si capisce quale possa essere la conclusione, viste le contraddizioni di percorso. E’ questo un caso che richiama ciascuno alla responsabilità. Lasciar trascorrere il tempo non giova sicuramente alle 124 persone direttamente coinvolte e neanche agli amministratori che hanno ruoli e funzioni precipue per le evidenti conseguenze sociali che essa produce e per l’aggravarsi del carico finanziario.

Personalmente – continua l’europarlamentare – sento il peso politico e umano di questa vicenda e scrivo, non avendo altro strumento di azione per manifestare la mia forte preoccupazione. Mi chiedo e Vi chiedo perchè le altre quattro province della Regione hanno potuto gestire il passaggio salvaguardando i livelli occupazionali? Non è possibile, in piena coscienza, come chiedevo anche nella interpellanza a mia firma, una soluzione diversa dalla messa in mobilità? Come si concilia l’impegno della Regione ad elevare la percentuale di raccolta differenziata utilizzando le unità lavorative attualmente inoccupate con la decisione dei commissari?

Spero di avere una risposta, anche non diretta, ma concreta, – conclude l’esponente Pdl nella lettera – che dia il segno della volontà di ciascuno di voi di risolvere realmente questo problema”.

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