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Commemorazione defunti, Autuoro: “La morte non recide l’amore”. E sui giovani: “Gli adulti devono saper ascoltare”
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“La morte non recide l’amore, lo trasfigura”. Parte da questa riflessione l’omelia dell’arcivescovo di Benevento, monsignor Michele Autuoro, durante la Santa Messa celebrata nella chiesa madre del cimitero cittadino in occasione della giornata dedicata alla Commemorazione dei defunti.
Un messaggio di fede e speranza, incentrato sul legame che continua a unire i vivi a coloro che li hanno preceduti, ma anche sulla memoria di quanti hanno contribuito a costruire la storia e l’identità della comunità. Autuoro ha, infatti, rivolto anche un pensiero articolare alla storia di Benevento e a quanti, con il proprio impegno e i propri sacrifici, hanno contribuito a costruirne le fondamenta. Amministratori che hanno guidato le istituzioni, educatori che hanno formato le coscienze, sacerdoti e religiosi, ma anche artigiani, lavoratori e madri di famiglia.
L’arcivescovo si è soffermato anche sul significato del cimitero come «casa comune». Un luogo che non rappresenta soltanto lo spazio della memoria e del riposo dei defunti, ma richiama a una dimensione più profonda di unità e fraternità
Dalla celebrazione è arrivato anche un richiamo all’attualità cittadina. Interpellato sui recenti episodi di violenza nel centro storico e sulla morte di un giovane che si è tolto la vita, il presule ha sottolineato la responsabilità dell’intera comunità, chiamata a interrogarsi sul rapporto con le nuove generazioni.
Le dichiarazioni nel servizio video



