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POLITICA

Conti comunali, Boccalone (Benevento Domani): “La Corte dei Conti fotografa criticità profonde. I dubbi sul risanamento restano”

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“Si parla di conti risanati, ma la lettura integrale della relazione al Parlamento sui Comuni in crisi finanziaria al 2025 racconta un’altra storia. La Corte dei Conti lega a doppio filo il risanamento di Benevento alla qualità organizzativa dell’Ente (la mensa scolastica ne è l’ultima performance). Dopo le recenti dichiarazioni delle Assessore competenti, una rilettura attenta e complessiva del documento è doverosa”. Così in una nota il presidente dell’associazione Benevento Domani, Nicola Boccalone. 

“Si parte da un’analisi ispettiva che, scrivono i giudici contabili, «evidenzia gravi profili di criticità» nella gestione del Fondo Anticipazione di Liquidità (FAL), con una deviazione dalle regole che ha alterato la veridicità dei bilanci» (p. 269). Il FAL, ricordiamolo, Un debito dell’Ente per anticipazioni di liquidità concessa dalla Cassa Depositi e Prestiti.I giudici sul punto rilevano che il Comune, invece «… di coprire le passività con risorse corrente o risparmi strutturali […] ha sistematicamente coperto le rate di capitale e interessi riducendo l’avanzo vincolato originato dallo stesso prestito». Ed ancora, «Tale artificio contabile ha determinato un illusorio raggiungimento degli equilibri nei preventivi 2017 e 2018». È la fotografia dell’impianto contabile allestito all’indomani della dichiarazione di dissesto.

Guardando al dopo dissesto, i giudici segnalano il divario tra la massa passiva ipotizzata (120 milioni) e quella ammessa (45 milioni), con il rischio di nuovi contenziosi: uno scenario che non lascia tranquilli sul futuro economico-finanziario dell’Ente, fino a poterne condizionare l’operatività. Quanto all’organizzazione, il verdetto è netto: le criticità gestionali e finanziarie «restano profonde e vanno attentamente monitorate». Una lettura chiara e senza sfumature, che rende arduo affermare con certezza di aver risanato il Comune.

Ai rilievi dei giudici le Assessore hanno replicato citando un fondo di cassa di quasi 40 milioni nel rendiconto 2025 e invitando a distinguere il disavanzo e gli accantonamenti dalla liquidità. Ma sugli artifici del passato nessuna risposta. Lo stesso rendiconto, intanto, segna uno squilibrio di parte corrente di circa 2 milioni e un debito di 157mila euro da ripianare con un avanzo libero (che libero non è). La qualità dei residui attivi e passivi è un tema che merita un approfondimento a parte. Sono segnali che quella cassa tanto enfatizzata potrebbe non bastare per le esigenze future, tra partite debitorie pendenti e crediti incerti. E raccontano un’incapacità di spesa dei fondi assegnati, a scapito dei servizi, come testimonia l’avanzo vincolato di circa 64 milioni. Numeri che inducono alla cautela, più che ai trionfalismi.

Se poi la Corte venisse a sapere della recente decisione di affidare all’esterno anche la gestione ordinaria e l’accertamento dell’IMU, per 420mila euro (delibera di Giunta n. 187 del 14 agosto 2026), difficilmente la sua considerazione sulla capacità organizzativa attuale ne uscirebbe accresciuta. È l’ennesima esternalizzazione, dopo l’ultimo fulgido esempio delle «strisce blu».

Pesa poi una rinuncia. Come annota la Corte, «nonostante ne avesse avuto la possibilità l’ente non ha stipulato il Patto con il Governo» (p. 268), a differenza di Napoli, Avellino e altre città che ne hanno colto i benefici. L’intesa con Palazzo Chigi avrebbe portato un contributo in cambio dell’impegno a valorizzare le entrate proprie, ridurre le spese generali, razionalizzare le partecipate e rilanciare gli investimenti, anche legati al PNRR. Impegni forse giudicati troppo stringenti? Era invece l’occasione per reperire risorse utili a ripianare i debiti e, soprattutto, per ammodernare la macchina comunale, prevenire nuovi deficit e affrontare con la giusta qualità le sfide che verranno.

I dubbi sul risanamento restano, la riorganizzazione dell’Ente è ancora lontana e la rinuncia al Patto con il Governo merita una spiegazione”, conclude l’associazione. 

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