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DEFRC 2027-2029, Pellegrino Mastella: «Recepite le proposte per il Sannio, ora servono atti concreti»
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«L’approvazione del DEFRC 2027-2029 rappresenta un passaggio importante per la programmazione della Regione Campania e voglio ringraziare il Consiglio regionale per il lavoro svolto. Per quanto mi riguarda, sono soddisfatto perché alcune delle osservazioni e delle indicazioni che ho portato all’attenzione del percorso di discussione sono entrate nel testo votato dalla maggioranza, con riferimenti concreti al Sannio e alle sue esigenze».
È quanto dichiara il consigliere regionale Pellegrino Mastella (Casa Riformista – Italia Viva – Noi di Centro), commentando l’odierna approvazione del DEFRC 2027-2029 e sottolineando l’inserimento all’interno del documento di orientamenti di capitale importanza per il Sannio.
«Il punto per me era molto semplice – spiega Mastella –: portare all’interno della programmazione regionale alcune questioni che considero strategiche per il nostro territorio e fare in modo che non rimanessero soltanto enunciazioni generiche. Nel testo votato dalla maggioranza alcuni di questi punti sono entrati, con i nomi dei territori e con segnalazioni che ora dovranno tradursi in atti concreti».
Sulla mobilità ferroviaria, il documento impegna la Giunta a chiudere, entro il triennio, lo studio per il ripristino e il potenziamento dei collegamenti verso la stazione di Benevento sulle direttrici Avellino e Campobasso.
«Sulla ferrovia – sottolinea Mastella – c’è una scadenza. La Giunta è chiamata a completare entro il triennio lo studio per il ripristino e il potenziamento dei collegamenti con Benevento. È un’indicazione precisa, che mette nero su bianco la necessità di rafforzare la connessione del Sannio con Avellino, Campobasso e, più in generale, con il sistema regionale».
Un altro elemento riguarda l’agricoltura e la valorizzazione delle produzioni locali. Il testo richiama espressamente il Tammaro-Titerno, il Taburno e il Fortore tra i territori dei quali valorizzare le specificità agricole e produttive e pone attenzione alle piccole imprese agricole delle aree interne, montane e svantaggiate, con particolare riferimento alle filiere locali.
«Anche qui – aggiunge Mastella – il dato importante è che il Sannio viene indicato attraverso i suoi territori e le sue produzioni. Tammaro-Titerno, Taburno e Fortore non sono formule astratte: sono comunità, aziende, filiere che hanno bisogno di essere sostenute e valorizzate. Le aree interne non possono essere raccontate soltanto attraverso le loro difficoltà, ma devono essere messe nelle condizioni di trasformare le proprie specificità in sviluppo e occupazione».
Nel contributo è stato inoltre fissato il tema della gestione della fauna selvatica e, in particolare, del cinghiale, con un approccio che tenga insieme prevenzione, controllo, sicurezza delle persone, tutela delle produzioni agricole, sanità animale e valorizzazione delle carni provenienti dagli abbattimenti.
«Il cinghiale va chiamato con il suo nome e affrontato senza ipocrisie – osserva Mastella –. Significa prevenzione e controllo, ma anche sicurezza delle persone, tutela dei campi e attenzione alla sanità degli animali. E significa soprattutto evitare che le carni prelevate vengano sprecate. A Benevento si preleva e il cerchio non si chiude. Occorre invece costruire un sistema capace di gestire tutta la filiera, dall’intervento sul territorio alla destinazione delle carni, nel rispetto delle norme e delle esigenze di sicurezza».
Sul fronte della valorizzazione culturale e turistica, il documento richiama il patrimonio longobardo e il ruolo di Benevento nel sito seriale UNESCO «I Longobardi in Italia», indicando la necessità di inserirlo nei percorsi culturali e territoriali delle aree interne.
«Santa Sofia non è una cartolina – conclude Mastella –. È il modo in cui una città interna può stare dentro un itinerario culturale e turistico più ampio. Il patrimonio longobardo di Benevento deve essere considerato una leva per costruire percorsi capaci di collegare cultura, turismo e territori».
«Il valore di questo passaggio – conclude Mastella – sta proprio nella differenza tra una dichiarazione di principio e un’indicazione che entra in un documento di programmazione. Alcune delle osservazioni che ho portato al confronto sono state recepite nel testo votato dalla maggioranza. Adesso bisogna seguirne l’attuazione».




