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Pnrr, dal Ministero delle Infrastrutture 405 milioni per opere idriche: 205 al Sannio per l’invaso di Campolattaro
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Oltre la metà dei 405 milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le opere idriche in Campania è destinata al Sannio. Il finanziamento più consistente, pari a 205 milioni di euro, riguarda l’utilizzo idropotabile dell’invaso di Campolattaro e il potenziamento del sistema di alimentazione dell’area beneventana.
Si tratta di un intervento atteso da decenni e destinato a dare una nuova funzione a quella che per anni è stata considerata una delle più grandi infrastrutture idriche incompiute d’Italia. I lavori per la realizzazione della diga di Campolattaro iniziarono nel 1981 e terminarono nel 1993, ma l’invaso non è mai entrato pienamente a regime a servizio del territorio.
Le nuove risorse rappresentano dunque un passaggio decisivo verso la realizzazione di un progetto strategico per il Sannio, soprattutto sul fronte dell’approvvigionamento e della sicurezza della risorsa idrica.
Il finanziamento rientra nel Fondo idrico del PNRR, la cui intera dotazione è stata assegnata dal Mit, insieme a Invitalia, soggetto gestore del Fondo, in meno di quattro mesi. Complessivamente sono sei gli interventi finanziati in Campania e, considerando anche il cofinanziamento a carico dei beneficiari, il valore complessivo delle opere supera i 935 milioni di euro.
Oltre a Campolattaro, 100 milioni di euro saranno destinati al rinnovo della rete idrica di Ercolano e alla riduzione delle perdite. Altre risorse interesseranno gli interventi previsti a Vallo della Lucania, Agropoli e Battipaglia, Cava de’ Tirreni e Salerno.
A sottolineare l’importanza dell’operazione è stato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha indicato Campolattaro come esempio del cambio di passo del Ministero sulle grandi opere rimaste ferme per anni.
L’obiettivo dichiarato è quello di completare le infrastrutture incompiute, utilizzare le risorse disponibili e trasformarle in opere concrete. Al centro dell’azione del Mit, ha ribadito il ministro, ci sono la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e la riduzione degli sprechi e delle dispersioni.
Per il Sannio, dunque, si apre una nuova fase per un’opera attesa da oltre quarant’anni e destinata a giocare un ruolo centrale nel futuro sistema idrico del territorio.



