POLITICA
Moria di pesci nel Calore, Di Mezza (Azione): ‘Mastella sminuisce su scarico anomalo non conforme a legge’
Ascolta la lettura dell'articolo
“Nelle ultime ore, una nota ufficiale diffusa dal Sindaco di Benevento ha riaperto il dibattito sulla grave moria di pesci che ha colpito il fiume Calore nei mesi scorsi. La dichiarazione del sindaco lascia basiti. <<…La moria di pesci nel fiume Calore è stata determinata da cause di natura organica, ed è stata episodica. Dall’Istituto mi segnalano anche che in genere dalla loro vasta esperienza in materia, i pesci in periodi estremamente caldi e siccitosi, muoiono per carenza di acqua e quindi asfissia da carenza di ossigeno». Ha derubricato l’accaduto come un semplice e ineluttabile “effetto del caldo estivo”. Peccato, però, che le relazioni della ASL e dell’ARPAC raccontino una storia ben diversa”. A scriverlo è Filomena Di Mezza, commissario provinciale di Azione.
“Nel carteggio del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, non si fa assolutamente riferimento ad una semplice fatalità climatica, ma alla presenza di un’anomala componente organica delle acque che avrebbe determinato un elevato consumo di ossigeno con conseguente drastica riduzione della quantità di ossigeno disponibile, indispensabile per la sopravvivenza delle specie acquatiche.
Un’alterazione causata dall’immissione di sostanze estranee nel fiume. Una conclusione che si allinea perfettamente a quanto già certificato dall’ARPAC nella relazione del 1° settembre.
«Gli effetti conseguenti all’immissione di uno scarico anomalo con valori non conformi alla legge sono tipici di quanto rilevato nell’evento emergenziale del 25 luglio con presenza di schiume, odori molesti, moria di pesci, in quanto l’immissione di elevati carichi organici in un corpo idrico determina l’instaurarsi di reazioni chimiche».
A conferma di ciò – prosegue Di Mezza – vi sono anche gli esami autoptici condotti dall’Istituto Zooprofilattico di Portici su 24 carcasse di pesce prelevate dal fiume che hanno evidenziato solo casi isolati di contaminazione batterica, confermando che la causa primaria della morte è stata la repentina mancanza di ossigeno provocata dal carico inquinante anomalo.
È assurdo ed incredibile che il primo cittadino abbia potuto sminuire quanto accaduto ovvero la presenza di uno scarico anomalo non conforme alla legge. Un tentativo mal riuscito di anestetizzare l’attenzione dei cittadini su un tema fondamentale come la tutela dei corsi d’acqua, della salute e dell’ambiente che ci circonda e ci dona la vita”, conclude la referente di Azione.




