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Progetto idroelettrico Campolattaro-Monte Alto, l’associazione O.R.M.E. chiede al MASE i poteri sostitutivi
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“L’associazione O.R.M.E. – Osservatorio Risorse & Monitoraggi Ecosistemici, in data 28 settembre 2026, ha formalmente richiesto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di attivare i poteri sostitutivi (art. 2, commi 9-bis e 9-ter, L. 241/1990) per superare l’inerzia del Comitato di Gestione Provvisoria del Parco Nazionale del Matese, che non ha espresso i pareri obbligatori per la proroga della VIA del progetto idroelettrico di Campolattaro-Monte Alto (Lagospino)”. Così in una nota il portavoce dell’associazione Giuseppe Fappiano
“Come si legge nel “sentito” della Regione Campania del 27 novembre 2025 (prot. MASE n. 227642/2025), il Ministero dell’Ambiente, con nota prot. 165224/MASE del 9 settembre 2025, inviata al Comitato di Gestione Provvisoria e alla Regione Campania, ha sollecitato l’espressione del “sentito” da parte dell’Ente Parco Nazionale del Matese e della Regione Campania, rispettivamente per la ZSC IT8020009 e per la ZPS IT8020015.
In particolare, il Comitato di Gestione Provvisoria è riconosciuto come ente gestore della ZSC IT8020009 “Pendici Meridionali del Monte Mutria”.
Nello stesso “sentito”, la Regione Campania ha dichiarato la propria incompetenza per la ZSC, affermando che “la competenza per le funzioni gestionali e per l’espressione dei pareri e dei contributi istruttori in materia di Valutazione di Incidenza relativi a interventi ricadenti nel perimetro del Parco Nazionale del Matese spetta al Comitato di Gestione Provvisoria dello stesso Parco”.
Nonostante il Ministero avesse individuato il Comitato di Gestione Provvisoria come destinatario della richiesta, e la Regione lo avesse confermato, il Presidente del Comitato di Gestione Provvisoria, avv. Andrea Boggia, in una dichiarazione apparsa sul quotidiano “Il Mattino” del 20 agosto 2026, ha dichiarato pubblicamente “di non essere mai stato formalmente investito della richiesta”.
Una tesi smentita dalla nota ministeriale e da quanto espressamente riportato nel “sentito” della Regione Campania. Il Comitato, in carica dall’11 agosto 2025, ha avuto oltre un anno per pronunciarsi, ma non l’ha fatto. Il termine di 30 giorni assegnato dalla diffida del 19 agosto 2026 è scaduto inutilmente il 18 settembre 2026.
La proroga della VIA (Decreto n. 503 del 4 agosto 2026) è stata quindi concessa in assenza del parere obbligatorio del Comitato di Gestione Provvisoria del Parco Nazionale del Matese, in violazione dell’art. 5, comma 7, del D.P.R. 357/1997 e dell’art. 12, comma 5, del D.M. 101/2025.
Il progetto insiste su habitat prioritari (codici 6210, 6220, 8310) e su particelle gravate da uso civico (L. 168/2017), incompatibili con la sommersione permanente di Lagospino in località Colle Anto, nel comune di Morcone.
Pertanto, è stato richiesto al Ministero dell’Ambiente di attivare il potere sostitutivo, assegnando un termine al Comitato e concludendo il procedimento entro 15 giorni, e di annullare in autotutela il Decreto n. 503/2026.
In caso di ulteriore inerzia, ci si riserva di denunciare alla Procura della Repubblica i responsabili per omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.)”, conclude la nota.


