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POLITICA

Tra Mastella e De Caro deve esserci una terza via. Tocca ai 5Stelle indicarla

Spetterebbe ai Cinque Stelle, oggi, assumere l’iniziativa per costringere il Pd ad abbandonare la linea dell’antimastellismo radicale e Noi di Centro a mettere a disposizione della prospettiva comune, una prospettiva necessariamente di cambiamento, la propria forza. Quale altra funzione politica dovrebbero svolgere oggi se non quella di favorire la ricomposizione del campo lago sul modello regionale? Le condizioni, a ben vedere, sono molto favorevoli

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Quale funzione dovrebbe svolgere il Movimento Cinque Stelle sannita in questa fase politica se non quella di favorire la ricomposizione del campo largo sui territori in ossequio al modello regionale? L’operazione Fico, figlia del modello Manfredi, è stata costruita sul presupposto che le elezioni regionali dello scorso autunno avrebbero segnato inevitabilmente un cambio di paradigma per il centrosinistra, la fine del modello De Luca e l’inizio di una nuova fase, caratterizzata da un rinnovato spirito unitario, da una leadership collettiva, da un modello di coalizione politica, espressione di un presidente politico, di una giunta politica, di una maggioranza politica.

Una sintesi inimmaginabile sapientemente costruita con la logica imposta dalla politica, lasciando consumare inevitabili conflitti, aspettando che le condizioni maturassero, e con le condizioni i necessari spazi di compensazione, gli inevitabili accordi, anche a ribasso, funzionali a sostenere la prospettiva irrinunciabile.

Nei momenti di massima tensione tra Santa Lucia e il Nazareno è stato il Movimento Cinque Stelle a farsi carico della mediazione, a gettare acqua sul fuoco, a richiamare l’attenzione sulla prospettiva e non sui personalismi e non a caso dopo una lunga mediazione sottotraccia condotta dal Nazareno fu Giuseppe Conte, in un fugace pranzo romano, a chiudere con De Luca, a blindare la candidatura di Fico.

Allo stesso modo, i riferimenti provinciali del Movimento Cinque Stelle avrebbero il dovere di assumere, oggi, l’iniziativa per costringere il Pd ad abbandonare la linea dell’antimastellismo radicale e incondizionato e Noi di Centro a mettere a disposizione della prospettiva comune, una prospettiva necessariamente di cambiamento, la propria forza.

Il gruppo dirigente sannita del Movimento non può ridursi a scegliere tra De Caro e Mastella, ma avrebbe tutto lo spazio per indicare una terza via, quella dell’unità del centrosinistra, cercando copertura nel Presidente della Regione, nei vertici nazionali, sfruttando la spinta propulsiva delle primarie prossime venture, la coincidenza tra politiche ed elezioni amministrative nel capoluogo. Anche perché, banalmente, la dicotomia De Caro – Mastella soffoca ogni prospettiva per il Movimento sui territori e pregiudica ogni possibile rigenerazione degli equilibri interni al centrosinistra.

La legge elettorale in senso proporzionale favorisce quest’orizzonte, perché ognuno, nell’ambito della coalizione, alle politiche sparerà la polvere di cui dispone. Dunque qualsiasi mediazione sui territori non passerebbe per una contropartita, men che meno per Mastella, che di fatto decide da solo per il suo partito.

Al sindaco di Benevento va semplicemente garantita una prospettiva sicura in vista delle amministrative, mettendo sul tavolo, ovviamente, la tenuta dell’accordo regionale. Mastella non può imporre il suo candidato a prescindere, può, invece, giocare un ruolo determinante nella definizione di una sintesi condivisa a garanzia di tutti. Per quel che riguarda il Pd, invece, c’è la storia di questi anni dimostra che questo gruppo dirigente è ormai giunto al capolinea, che serve un cambio di passo, una nuova proposta di rappresentanza, ma soprattutto una nuova linea.

Per il partito del presidente della Regione non dovrebbe poi essere così complesso, a pochi mesi dalle politiche, a spingere il Nazareno a mettere mano al dossier Sannio. Anche perché basterebbe mettere le orecchie a terra, per dirla a modo nostro, per scoprire che sui territori, nel Pd, c’è una enorme domanda di cambiamento.

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