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POLITICA

Inquinamento del Calore, Sguera chiama in causa Razzano: “Le criticità erano note”

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Il consigliere comunale di Benevento, Vincenzo Sguera, interviene sul caso dell’inquinamento del fiume Calore dopo quanto riportato dal quotidiano Il Mattino.

«Ho letto sul giornale Il Mattino di ieri che il depuratore Asi, sequestrato pochi giorni fa dalla Procura dopo il caso dell’inquinamento del fiume Calore, era risultato non in regola già nel settembre 2025. È la rivelazione che emerge dalla lettura dei controlli eseguiti dall’Arpac sui depuratori. Già il 3 settembre 2025, data della rilevazione eseguita dai tecnici dell’Agenzia regionale, il depuratore gestito dalla Multiservice dell’Asi non aveva superato il test di regolarità risultando ufficialmente “Non conforme”. Gli esami di laboratorio avevano fatto emergere infatti come il campione destinato al fiume Calore, prelevato dallo sversatoio finale del depuratore Asi, risultasse ancora inidoneo al rilascio per il suo contenuto di inquinanti oltre il livello massimo ammesso. “Ecotossicologia” fu il verdetto tecnico formale; in altri termini la qualità delle acque restituite al fiume era incompatibile con una condizione fisiologica per le forme viventi. La seconda rivelazione è che il citato campionamento fu eseguito dall’Arpac su mandato specifico della Procura, sulla scorta di una segnalazione circa la possibile contaminazione delle acque. Segno, evidentemente, che la vicenda divenuta palese in queste ore non fosse del tutto imprevedibile ma avesse invece avuto già almeno un campanello d’allarme che probabilmente meritava di essere monitorato meglio».

Sguera aggiunge: «Ora, al netto delle valutazioni sul disastro ambientale cittadino al quale stiamo assistendo in questi giorni – analisi che farò quando verremo informati compiutamente su quanto accaduto nel fiume Calore – mi preme evidenziare che nell’anno 2025 presidente della Multiservice era l’attuale assessore al Bilancio del Comune di Benevento. La dottoressa Razzano, per il ruolo di primo piano ricoperto, non poteva non essere a conoscenza delle criticità riscontrate nella gestione del depuratore e, quindi, dei conseguenti gravissimi rischi di inquinamento del fiume Calore».

Il consigliere comunale prosegue: «Ebbene la dottoressa Razzano è, notoriamente, una strettissima collaboratrice del sindaco di Benevento, per il quale ha svolto numerosi incarichi fiduciari, a partire dalla presidenza del Nucleo di Valutazione del Comune. Ora delle due l’una: o la dottoressa Razzano non ha mai informato il sindaco Mastella dei pericoli di inquinamento fluviale, oppure lo ha fatto e il sindaco ha sottovalutato il problema».

Infine, Sguera conclude: «Nell’un caso come nell’altro siamo al cospetto di un’ingiustificabile incuria, atteso che se si fossero adottate per tempo le necessarie contromisure oggi non ci troveremmo a dover fare i conti con una vera e propria emergenza ambientale. Purtroppo il difetto sta nel manico, nel consolidamento di un sistema clientelare che sta soffocando letteralmente la città creando guasti irreparabili: alla competenza si preferisce la fedeltà di partito, all’indipendenza di azione e di giudizio l’obbedienza cieca al principio del profitto elettorale. La vittima di questo stato di cose è il pubblico interesse, destinato tristemente a soccombere nei giochi di potere che ci stanno condannando allo scatafascio: economico, morale e ora pure ambientale».

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