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‘Delocalizzare i mercati presenti nella zona centrale della città’

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“Ormai, significa immettersi in un totale ingorgo, se in automobile si percorrono l’insieme delle strade che gravitano intorno a piazza Risorgimento, massimamente nei due giorni in cui qui ha luogo il “mercato settimanale”. Tale situazione – scrive in una nota Giovanni Mazzone, del Centro Studi Capodimonte – si è certamente aggravata da quando in questa zona sono stati creati i “parcometri” e da quando si è proceduto a delimitare alcune parti della stessa piazza Risorgimento, inibendole al traffico veicolare e alla sosta (cosa assolutamente buona in sé stessa), a vantaggio delle numerose scuole presenti nell’area. Si tratta di una situazione davvero esasperante, non solo per gli automobilisti coinvolti, ma anche per la sicurezza dei residenti, dei pedoni e degli studenti.

Vi è da intervenire, anche con urgenza.

A tal proposito, vorremmo formulare una proposta, che oltre ad agire significativamente sulla problematica, risulterebbe coerente con l’intendimento amministrativo che il sindaco Pepe ebbe a manifestare nel 2006, ovvero valorizzare i quartieri e in generale le zone periferiche della città.
Perché questa amministrazione comunale non considera, a questo punto, la “rivisitazione generale” del regolamento che stabilisce i giorni della settimana e i luoghi relativi in cui si svolgono i mercati cittadini? Che senso ha la concentrazione di quasi tutti i mercati settimanali nella zona centrale, dove sono già presenti “stabili servizi commerciali”, mentre si dispone di un territorio comunale di vastissime dimensioni, nel quale si potrebbero ubicare molto più convenientemente i mercati periodici? Si preveda dunque la delocalizzazione dei mercati presenti nella zona centrale della città, individuando dei siti alternativi nei quartieri, in periferia, creandovi “apposite aree mercatali”, determinando, in tal modo, nel contempo, una maggiore vivibilità nel centro cittadino, interessato tra l’altro dal progetto Unesco, e una rivalutazione delle zone periferiche, che si vedrebbero finalmente assegnata una funzione nel contesto cittadino.

Forse, di questi tempi, per la razionalizzazione del contesto comunale, converrebbe di più guardare a questo genere di iniziative, anziché indugiare su progetti “faraonici, chimerici” da sempre sbandierati e mai realizzati”.

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