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Ospedale ‘San Pio’, ecco il piano d’urto contro il sovraffollamento del Pronto Soccorso

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L’Azienda Ospedaliera “San Pio” ha tracciato una nuova rotta per affrontare una delle sfide più critiche della sanità moderna: il sovraffollamento del Pronto Soccorso. Con un documento datato 29 gennaio 2026, la Direzione Medica di Presidio ha integrato e definito una strategia operativa che punta a trasformare il volto dell’emergenza-urgenza beneventana, intervenendo non solo sui posti letto, ma sull’intero percorso del paziente, dall’arrivo in ospedale fino alla dimissione.

Il cuore della strategia risiede in un sistema di monitoraggio costante che non si affida più solo alle sensazioni del momento. Il “San Pio” utilizzerà lo score NEDOCS, un algoritmo internazionale che misura la congestione operativa: al superamento della soglia critica di 180 punti, scatteranno immediatamente misure straordinarie coordinate dalla Direzione Sanitaria. Per evitare che il Pronto Soccorso diventi un imbuto senza uscita, il piano agisce innanzitutto sul filtro all’ingresso attraverso un dialogo serrato con la Centrale Operativa 118, che viene informata in tempo reale sul grado di affollamento per indirizzare le ambulanze in modo consapevole verso i presidi meno congestionati.

Parallelamente, l’azienda punta a ridurre gli accessi impropri potenziando gli ambulatori di post-ricovero, che permettono di monitorare i malati cronici entro trenta giorni dalla dimissione, e garantendo la presa in carico delle urgenze ambulatoriali entro 72 ore per discipline come Chirurgia, Oculistica e Cardiologia. Una volta che il paziente entra in struttura, la parola d’ordine diventa velocità dei processi interni. Grazie al modello del Fast Track, il personale infermieristico può inviare i casi a bassa complessità direttamente allo specialista di branca, bypassando la valutazione del medico di Pronto Soccorso e riducendo drasticamente i tempi di attesa. A supporto di questo sistema, è stato attivato un ambulatorio specifico per i codici minori operativo dodici ore al giorno.

Il punto più critico rimane spesso il cosiddetto “boarding”, ovvero l’attesa estenuante in barella tra la decisione di ricovero e l’effettivo trasferimento in reparto. Per risolvere questo nodo, il San Pio ha istituito la figura del Bed Manager, che monitora la disponibilità dei posti letto tre volte al giorno e coordina un piano di 24 posti letto aggiuntivi messi a disposizione dai vari dipartimenti, dalle Scienze Chirurgiche alle Neuroscienze, per le situazioni di massima emergenza. In caso di saturazione estrema, la Direzione Medica può persino disporre il blocco temporaneo dei ricoveri programmati per dare priorità assoluta alle urgenze del Pronto Soccorso.

Il piano non trascura l’aspetto umano e la sicurezza. Oltre all’implementazione del Percorso Rosa dedicato alle vittime di violenza, l’ospedale garantisce ora un canale informativo continuo per i familiari tramite monitor in sala d’attesa che riportano lo stato delle cure in forma anonima. Per tutelare il personale e i pazienti, è stata inoltre prevista la presenza di una guardia giurata armata h24 nei pressi dell’area triage. Questo sforzo organizzativo, che coinvolge anche il presidio di Sant’Agata de’ Goti per i trasferimenti in sicurezza dei pazienti meno critici, sarà sottoposto a revisione semestrale per garantire che l’efficienza clinica vada di pari passo con la dignità della cura.

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