POLITICA
Capitale della Cultura 2028, l’ex sindaco Pepe: ‘Prevalse logiche politiche. Resta l’amarezza di una città che meritava di più’
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Anche Fausto Pepe, ex sindaco di Benevento, rompe il silenzio dopo l’esclusione della città dalla rosa delle finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 e affida ai social una riflessione dai toni amari, rivendicando di parlare «non da tifoso politico, ma da cittadino mortificato».
Secondo Pepe, in questa occasione avrebbero prevalso «logiche politiche e non culturali», una dinamica che, sottolinea, «fa male davvero». L’ex primo cittadino respinge con decisione l’idea che il capoluogo sannita possa essere considerata inferiore rispetto alle città ammesse alla fase finale: «Benevento non ha nulla di meno delle altre», scrive, richiamando una dotazione culturale fatta di storia, stratificazioni, patrimonio, identità, ricerca archeologica e una cultura viva e riconoscibile.
Nel suo intervento in Rete, Pepe punta il dito contro chi, a suo giudizio, avrebbe scelto di non vedere queste qualità: «Chi conosce questa città lo sa. Chi finge di non saperlo, probabilmente ha già deciso altrove». L’esclusione, dunque, non rappresenterebbe una bocciatura del tessuto culturale cittadino, ma piuttosto «la conferma che quando la cultura diventa strumento di schieramento perde la sua funzione più alta: unire, includere, raccontare».
Pur dichiarandosi «non estimatore dell’attuale amministrazione comunale», Pepe chiarisce che il suo intervento non nasce da spirito polemico. «Oggi il sentimento non è la polemica: è l’amarezza», afferma, ribadendo che Benevento «meritava almeno di giocarsela fino in fondo, alla pari degli altri».
Il post si chiude con una riflessione dal respiro più ampio: «Le classifiche passano. La cultura resta». E, conclude Pepe, «Benevento, nonostante tutto, continua a restare», a testimonianza di un’identità culturale che va oltre premi, graduatorie e riconoscimenti ufficiali.




