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POLITICA

Il Pd sannita e il dovere di un grande partito

La prospettiva obbligata, anche sui territori, è quella del campo progressista, di un centrosinistra formato Fico. Una prospettiva che non può essere sacrificata sull’altare del livore e dei personalismi, se si vuole dell’antimastellismo militante. Sarebbe un errore strategico e storico

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La classe dirigente di un grande partito ha il dovere morale di farsi carico dei cambiamenti. Vale anche per la classe dirigente del Pd sannita, chiamata a ripartire dalla sconfitta subita sui territori alle ultime regionali, ultima ed ennesima sconfitta di una lunga serie, facendosi carico della responsabilità di una linea politica a cui non può esistere alternativa.

La prospettiva obbligata è quella del campo progressista, di un centrosinistra formato Fico. Una prospettiva che non può essere sacrificata sull’altare del livore e dei personalismi, se si vuole dell’antimastellismo militante.

Sarebbe un errore strategico, perché quando si costruisce una linea politica contro qualcuno si finisce quasi sempre per soccombere, sarebbe un errore storico, perché rinunciare alla prospettiva del campo progressista vorrebbe dire rinunciare al rinnovamento necessario, che non passa banalmente per la carta d’identità di un nuovo segretario ma per il coraggio di archiviare il passato, facendone tesoro, attraverso parole nuove. Non si tratta di accettare una sconfitta, non si tratta di coltivare subalternità, si tratta di scrivere un’altra storia, di costruire un nuovo equilibrio politico ed istituzionale sui territori, di rilanciare la vocazione maggioritaria del Partito democratico. Non quella evocata da Veltroni al Lingotto ma l’unica vocazione maggioritaria possibile, quella di un grande partito che fa i conti con i propri limiti, che si pone a servizio della prospettiva più ampia, che salvaguarda l’orizzonte generale anche a costo di cedere spazio e potere sui territori laddove i numeri, e la logica, lo impongono.

Ci viene in aiuto il monito della grande Tina Anselmi, richiamato sulla tessera del Pd per la campagna adesioni 2026: per cambiare il mondo bisogna esserci. Ecco, la classe dirigente del Pd sannita può decidere di esserci, accettando l’ardua sfida del centrosinistra unito, o può decidere di voltare le spalle alla realtà, rifugiandosi nell’alibi di un passato che ha perso ogni senso.

Clemente Mastella è un riferimento di questa maggioranza regionale, Noi di Centro è a tutti gli effetti una forza politica organica alla quarta gamba di centrosinistra in via di costruzione e questo è un fatto politico di cui il Pd sannita non può aver timore di prendere atto.

 

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