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POLITICA

Covid, la riflessione di Francesco Nardone: “Una stagione politica all’altezza del momento”

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“La stagione COVID ed i gravi strascichi sanitari, economici, sociali e perfino psicologici sono pesanti ed inediti. Benevento e tutto il Sannio, già segnati da una lunga crisi economica (in quindici anni dal 2006 il PIL provinciale si è ridotto di circa un quarto del totale) e dalla devastante alluvione del 2015, devono fare i conti con gli effetti drammatici di questa pandemia. Eppure i dibattito politico locale non appare in linea con le aspettative dei cittadini. In Europa si approva il Next Generation EU, il piano di investimenti tesi a contrastare gli effetti drammatici della crisi e a porre le basi per il futuro del continente e per l’ Italia, grazie ad un negoziato importante condotto in primis dal Ministro Amendola, le risorse assegnate sono pari a 209 miliardi di euro, di cui 81,4 miliardi in sussidi. Una cifra enorme, che imporrebbe, come scrive giustamente Roberto Carpano su Limes, l’ atteggiamento di chi si approccia ad un nuovo Piano Marshall. Nel periodo 1948/1951 infatti il Piano Marshall valeva per l’ Italia 1,2 miliardi di dollari, equivalenti oggi a 12,5 miliardi di dollari. Di fronte a questa sfida enorme, che necessita di giusta capacità politica e progettuale occorrerebbe un salto di qualità”. Così in una nota Francesco Nardone, già Coordinatore Comitato Elettorale De Luca Presidente.

“Bene ha fatto il Presidente De Luca – spiega -, insieme alla associazioni meridionaliste, tra cui la sannita Futuridea, a porre il problema della ripartizione delle risorse tra regioni del Nord e regioni del Sud, denunciando l’ ennesimo tentativo di scippo ai danni del Mezzogiorno. Ma occorre insieme a questo anche un salto di qualità dei territori, che hanno il dovere di definire un’ agenda politica dei prossimi anni, tenuto conto che i fondi Recovery vanno impegnati entro il 2023 e spesi entro il 2026. Come si pone il Sannio di fronte a tutto questo? Come definiamo una strategia territoriale in coerenza con un programma di investimenti pubblici che punta su transizione digitale, transizione ecologica, mobilità sostenibile, ricerca e istruzione, parità di genere, salute? Come scrive giustamente Roberto Costanzo nei suoi lucidi interventi il Mezzogiorno e le aree interne, ancor di più, non hanno bisogno di elemosine né tantomeno di nuovo assistenzialismo. Il Sannio ha bisogno di un progetto strategico e di una classe politica che sappia negoziare il valore dei propri asset nei confronti delle aree costieri (polpa e osso di rossidoriana memoria). Acqua, risorse forestali, agricoltura di eccellenza. I territori vallivi hanno bisogno come il pane delle risorse delle arre interne e montane. E la valorizzazione di queste straordinarie risorse, insieme all’ ausilio della innovazione sostenibile, del digitale che definirà la traccia di un nuovo trend economico e sociale. Pochi sanno che nel Sannio ci sono realtà imprenditoriali che si occupano di intelligenza artificiale, di progetti aerospaziali internazionali, aziende che si occupano di progettazione per i beni culturali e museali, aziende agricole che tracciano i propri prodotto con ausilio di tecnologia blockchain, aziende che si occupano di agricoltura 4.0 e nutraceutica. Questa miopia che non guarda a queste eccellenze è intollerabile. Quella stessa miopia che non seppe, o forse non volle, vedere il potenziale di un importante investimento pubblico a Benevento nel campo della ricerca biotecnologica e sanitaria (MIB voluto dalla Provincia di Benevento nel 2007) guidata da un grande scienziato sannita, il Prof. Antonio Iavarone. L’ attualità di quel progetto è evidente e l’ opinione pubblica di questa provincia grida ancora vendetta.

Ma ora miopia e cattiva volontà non sono più possibili – conclude -. Il Sannio è chiamato a sfide troppo grandi, che investono la sua stessa sopravvivenza come territorio. Occorre una grande mobilitazione delle migliori energie, una discussione precisa sulle progettualità strategiche, una cabina di regia anche per fare chiarezza tra fondi Recovery, fondi Strategia Nazionale Arre Interne (assegnate ultimamente al Titerno Tammaro), fondi PICS, fondi strutturali e ancora fondi nazionali (da ultimo i fondi coesione assegnati dal Ministro Provenzano ai comuni delle aree interne). Il futuro dipenderà esclusivamente da questa capacità creativa e concreta”.

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