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I sindacati: ‘Primo maggio triste, ora al lavoro per la fase 2’

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 Primo maggio… un giorno importante per noi Cgil, Cisl e Uil che festeggiamo i tantissimi lavoratori che quotidianamente affrontano enormi sacrifici per ‘campare’. 

Nel corso degli anni, in maniera unitaria – scrivono le sigle – abbiamo sempre programmato diverse manifestazioni, pur in presenza della crisi che, ha portato all’aumento dei disoccupati, dei cassintegrati, lavoratori in mobilità e del numero degli inattivi, stanchi oramai di ricercare un posto di lavoro che non esiste e disillusi da un mercato del lavoro che altro non offre che lavoro irregolare e sottopagato. Un mercato del lavoro che genera forti disuguaglianze sociali ed economiche, che può indurre alla disperazione, portando le persone a compiere gesti estremi. Non è questa la realtà che abbiamo sempre immaginato ma, in qualche modo l’idea della condivisione, dell’unità, ha vinto sull’amarezza, la delusione e lo sconforto. 

Un primo maggio triste, ma pur sempre il nostro primo maggio! In questo momento così delicato e drammatico per il nostro Paese gli unici numeri che si contano sono quelli dei decessi, dei contagiati e dei guariti. La Politica si divide tra nord e sud e tra chi è ‘meridionale da chi’, per dirla alla De Crescenzo. 

Un decreto Cura Italia – aggiungono le organizzazioni sindacali – che lascia a casa la maggioranza dei lavoratori senza alcuna certezza sul futuro, con investimenti minimi e bonus tampone. Una Regione Campania che definisce le misure adottate a favore delle famiglie in difficoltà come aggiuntive rispetto a quelle nazionali, ma in sostanza insufficienti a soddisfare il reale fabbisogno del nostro territorio perché esclude una grande platea di persone prive di reddito e costrette a vivere di lavoro irregolare. Una crisi nella crisi, che va ad aggiungersi a questa terribile pandemia. 

Medici, infermieri, operatori sanitari, sono loro che più di tutti hanno rischiato la loro salute per curare quella degli altri, mandate in prima linea senza idonei strumenti di protezione. Tanti di loro hanno perso la vita perché contagiati da questo virus, hanno toccato con mano il ‘Covid 19’. 

A loro va il nostro sostegno per il loro impegno e la loro dedizione, sottoposti a turni massacranti e lontani dalle loro famiglie. Possiamo definirli ‘angeli custodi’, inconsapevoli di dover donare l’ultima carezza alle tante vittime costrette a morire in solitudine, private dell’affetto dei propri cari e del loro ultimo saluto, perché questo virus ci ha costretti all’isolamento fisico ma soprattutto affettivo. 

Non dimentichiamo gli addetti alle pulizie e alla sicurezza, le forze dell’ordine, gli operatori ambientali, i lavoratori del settore trasporti e di tutta la filiera agroalimentare e tutti coloro che hanno garantito con la loro attività i servizi essenziali ai cittadini. Nulla sarà più come prima! Il coronavirus è entrato con prepotenza nelle nostre vite e le ha segnate in maniera profonda, chiedendo eroismo a chi si è esposto in prima linea nella lotta al contagio e spirito di sacrificio a noi che sopravviviamo e sopportiamo malvolentieri i limiti che ci sono stati imposti. 

Il nostro impegno sarà ora orientato verso il dopo, la’ Fase 2′. Un graduale rientro alla normalità lontana da quella che era la nostra normalità. 

CGIL, CISL e UIL ribadiscono l’importanza del rispetto delle regole e della corretta applicazione del ‘Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro’ sottoscritto e condiviso dalle Organizzazioni Sindacali . 

Ognuno di noi dovrà fare i conti con questa nuova realtà. C’è tanta gente che povera lo è già e in questa circostanza pagherà un prezzo ancora più alto. Il nostro compito sarà quello di continuare ad aiutare chi ha bisogno, i lavoratori, i giovani, i pensionati, rafforzando la nostra attività sul territorio e confrontandoci ove necessario con la Politica e le Istituzioni. 

Ripartiremo dal basso, raccogliendo i bisogni del nostro territorio, cercheremo di dare soluzione alle tante vertenze ad oggi ancora aperte al fianco dei lavoratori. 

Continueremo ad operarci – concludono – in favore del bene comune per consentire a tutti di condurre una vita dignitosa. Solo uniti riusciremo ad affrontare questa pandemia e questa ulteriore crisi economica che verrà”. 

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