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AMBIENTE

Rivalutazione della diga di Campolattaro, confermata sicurezza idraulica dell’opera

Dall'analisi dell'evento di piena dell'ottobre 2015, emerge che il valore di portata non avrebbe provocato lo sfioro dai calici posti a 379,85 m.s.l.m. anche se la diga si fosse trovata al livello della quota di massima

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La progettazione e la successiva costruzione della diga di Campolattaro hanno dimostrato qualità e lungimiranza in termini complessivi e, nel merito, in riferimento alla sicurezza idraulica dell’opera.

E’ questa, in sostanza, la conclusione, del complesso studio della rivalutazione della sicurezza idrologico-idraulica della diga di Campolattaro elaborato dall’ASEA, ente gestore della diga.

La rivalutazione si è resa necessaria in quanto la sicurezza idraulica dell’opera deve essere riverificata con i dati idrologici aggiornati nel rispetto della nuova normativa nel frattempo entrata in vigore, rispetto a quella vigente all’epoca della progettazione, risalente alla fine degli anni ’70. Nello specifico, la rivalutazione ha ottemperato ai dettami dell’art. 4 del D.L. 79/04 e s.m.i. ed inoltre ha tenuto conto delle Norme tecniche del D.M.I.T. Del 26.06.2014 par.4 H.1.

Lo studio di rivalutazione è stato redatto dall’ingegnere responsabile della diga, Giovanni Sportelli, con il supporto dei tecnici dell’Asea, ed è stato trasmesso, come adempimento legislativo, alla Direzione Generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture.

Esso è uno studio approfondito, sistematico ed articolato, corredato da molti calcoli, diagrammi e grafici. Si è partiti dalle previsioni idrologico-idrauliche di progetto, passando poi all’infrastruttura, ovverosia alla capacità dell’invaso per il contenimento delle piene, alle caratteristiche del serbatoio e al proporzionamento degli organi di scarico. Lo studio ha poi riguardato l’analisi dei dati pluviometrici storici e le caratteristiche idrogeologiche del fiume Tammaro, dalla sorgente, sul Matese nell’agro di Sepino, fino alla confluenza con il Calore, a Ponte Valentino, alla periferia del capoluogo sannita.

Parte rilevante dello studio è stata anche la sperimentazione su modello in similitudine meccanica delle opere di scarico, che ha mostrato il totale margine di sicurezza in caso di massima piena teorica 1.815 m3/sec.

Inoltre è stato analizzato l’evento di piena dei giorni 14-19 ottobre 2015.

Proprio quest’ultimo evento è stato particolarmente importante ai fini della sicurezza idraulica degli scarichi. In particolare, l’evento della sera del 19 ottobre 2015 è stato molto significativo: 1.188 m3/sec con tempo di ritorno (tempo medio intercorrente tra il verificarsi di due eventi successi di uguale entità) di circa 500 anni, portata mai registrata sul Tammaro fino alla confluenza nel Calore.

Tuttavia questo valore di portata non avrebbe provocato lo sfioro dai calici posti a 379,85 m.s.l.m. anche se la diga si fosse trovata al livello della quota di massima regolazione 377,25 m.s.l.m. Come già ampiamente documentato, in quei giorni la diga, in piena sicurezza,grazie all’effetto di laminazione e alle modalità di esercizio adottate dall’ASEA, evitò ulteriori e gravi danni a valle dell’invaso.

Con lo studio di rivalutazione viene rigorosamente e scientificamente confermata la sicurezza idraulica dell’opera, ponendo anche fine a vari commenti sviluppatesi su tale questione

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