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Comune di Benevento

Lo scavo di via III Settembre chiuso definitivamente. Lepore: “Area in sicurezza per prevenire il degrado”

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L’annuncio fu fatto 5 mesi fa dalla funzionaria della Soprintendenza ai Beni Culturali, Luigina Tomay ai nostri microfoni, e senza disattese la copertura dello scavo archeologico di via III Settembre a Benevento sta avvenendo in questi giorni. Una copertura, sembra definitiva, che, se da un lato impedirà che in futuro lo stesso scavo possa diventare nuovamente ricettacolo di rifiuti e tana per topi, dall’altro nasconderà ancora una volta alla cittadinanza reperti antichi e un mosaico di epoca romana.

Non è disinteresse verso la cultura, direbbero le istituzioni competenti, ma una necessità dettata dalla mancanza di fondi: secondo quanto dichiarato dall’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Benevento, Cosimo Lepore in un’intervista a gennaio scorso servirebbero, infatti, tra i 100mila e 150 mila euro per valorizzare l’area e mettere a vista lo scavo.

Risorse che sarebbero dovute essere finanziate con fondi FESR POR, richieste dallo stesso Comune ma che non sono mai arrivate per realizzare quel progetto di musealizzazione dell’area, redatto e approvato dalla Soprintendenza già nel 2012.

L’idea era quella di creare un percorso museale all’aperto nella zona che collega l’Arco di Traiano e i vicoli intorno al sito Unesco in cui ricade anche via III Settembre che immette da Via del Pomerio direttamente su Corso Garibaldi a ridosso della chiesa di Santa Sofia.

E’ una vicenda lunga dieci anni che si è snodata tra rimbalzi di responsabilità e soluzioni tampone per tenere almeno pulita l’area con coperture provvisorie che col tempo sono andate distrutte.

“Se non otterremo i fondi, aveva detto Lepore in un’intervista a NTR24 il 28 gennaio scorso, cercheremo almeno di ripulire l’area”. I fondi non sono mai arrivati ed ora l’area è destinata ad essere totalmente coperta. Forse però una copertura in vetro avrebbe potuto garantire sia la tutela dello scavo sia la possibilità di metterlo in vista, se non altro per rendere testimonianza di un passato di cui il sottosuolo beneventano è ricco.

“Costerebbe di più” – ha dichiarato l’assessore comunale ai Lavori Pubblici che ai nostri microfoni ha evidenziato anche che “la copertura è stata dettata dalle pressanti richieste dei residenti per prevenire lo stato di degrado a cui è stato soggetto per anni l’area”.

Resta il rammarico, però, per la constatazione dell’incapacità e dell’inefficienza di gestire la questione che ha visto, comunque, lo sperpero di denaro pubblico, speso prima per far emergere il sito scoperto per caso durante alcuni lavori, poi per mantenerlo pulito in attesa di fondi utili alla sua valorizzazione, ora per coprirlo definitivamente.

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