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CULTURA

Telecamorra, nel libro di De Pascale le mani dei clan su emittenti televisive e radio

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Droga, rifiuti, prostituzione. Ma non solo. La lunga mano della Camorra si posa anche sulle emittenti televisive e sulle radio, creando in Campania, dove si contano 77 tv e 165 radio, una vera e propria “cricca delle telecomunicazioni”. A raccontare come la malavita sfrutta le antenne per i suoi loschi traffici, Alessandro De Pascale in “Telecamorra. Guerra tra clan per il controllo dell’etere”.

Il libro del giovane autore ha aperto la terza edizione della Settimana della Legalità, ospitata, nel primo incontro, dall’istituto prefessionale Le Streghe – Marco Polo di Benevento. Agli studenti De Pascale ha spiegato come le trasmissioni radio e tv siano utilizzate dai clan per fare business, riciclare denaro sporco, favorire assunzioni e gestire il pizzo, mettendo a servizio dei loro scopi anche cantanti neomelodici e sedicenti maghi.

Le trasmissioni radio e tv sono così utilizzate dai clan per inviare messaggi agli affiliati o boss durante le dirette, «onde killer» sparate a potenze non consentite o peggio completamente abusive. Frequenze rubate allo Stato, con un danno per la collettività stimato in 500 milioni di euro e rivendute con atti di compravendita falsi.
Antenne usate come armi per minacciare, pubblicità sfruttata dalle cosche per giustificare il racket delle estorsioni. Funzionari ministeriali sotto processo per presunti favoritismi e forze dell’ordine indagate perché ritenute colluse con i malfattori.

Piccole tv di quartiere diventate in pochi anni grandi gruppi editoriali regionali, ora accusate di aver fatto il salto di qualità grazie alle rapine. In ballo ci sono contributi pubblici per 12 milioni di euro l’anno, centinaia di spot elettorali utilizzati per ottenere protezioni politiche, ma anche il controllo del settore dell’informazione e la gestione dei posti di lavoro dell’indotto a cui si aggiunge l’esercito di cantanti neomelodici e sedicenti maghi. Un’illegalità diffusa e tollerata per anni nonostante le numerose denunce presentate alla magistratura e oggetto di un’inchiesta.

La settimana della legalità, rivolta agli studenti e promossa dall’associazione Sanniopress Onlus con il sostegno delle aziende Oleifici Mataluni, Eurogronde e Aesse Stampa, è dedicata quest’anno alla “forza della parole”, lo strumento più forte per fermare la cutura malavitosa. Dopo i fatti accaduti a Maddaloni, dove ha perso la vita un carabiniere sannita, sparato da un ragazzino diciottenne, la parola legalità acquista un significato ancora più profondo e sentito.

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