CRONACA
Dugenta, furono feriti in auto da colpi di fucile: per 55enne annullata (con rinvio) l’accusa di tentato omicidio
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La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Paolo Abbate e Angelo Leone nell’interesse di Luigi Iadevaia, 55enne di Dugenta, attualmente agli arresti domiciliari.
I giudici hanno confermato l’accusa di porto illegale di arma, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari, ma hanno annullato l’ordinanza relativa al tentato omicidio limitatamente alla valutazione della gravità degli indizi. Su questo punto è stato disposto un nuovo esame da parte del Tribunale del Riesame.
Iadevaia è coinvolto nelle indagini coordinate dal pm Marilia Capitanio e dai carabinieri su quanto accaduto all’alba del 10 giugno 2025. In quell’occasione, due trentenni di Dugenta furono colpiti mentre si trovavano a bordo di una Fiat Panda ferma nei pressi di terreni riconducibili all’indagato: uno riportò una ferita alla mano, mentre l’altro fu ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Caserta per lesioni all’addome.
Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Roberto Nuzzo, che inizialmente aveva disposto il carcere, Iadevaia ha ribadito la propria versione dei fatti. Ha sostenuto di aver sparato in direzione di due cinghiali, avvistati con il visore della sua carabina, nel tentativo di proteggere i campi di mais.
A supporto della sua ricostruzione, l’uomo ha presentato foto e un video per dimostrare la scarsa visibilità nelle prime ore del mattino, affermando di non essere stato in grado di vedere né l’auto né le persone a bordo.
Secondo quanto dichiarato, dopo aver sparato si sarebbe diretto in una zona diversa, a centinaia di metri di distanza, per verificare la presenza degli animali, mentre il veicolo si muoveva in un’area opposta.


