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A Paduli l’Infiorata celebra 31 anni tra fede, arte e identità collettiva
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A Paduli torna uno degli appuntamenti più attesi e identitari del territorio: l’Infiorata, giunta quest’anno alla trentunesima edizione. Un evento che unisce fede, arte e comunità, trasformando le strade del borgo in un grande tappeto di petali colorati.
A presentare l’edizione 2026, presso l’Oratorio San Carlo Acutis e San Rocco, è stato il parroco don Enrico Iuliano, che ha definito l’Infiorata “un momento di devozione, di rito collettivo che fonda le comunità e le fanno vivere”.
Saranno 23 i gruppi di infioratori protagonisti, chiamati a realizzare vere e proprie opere d’arte floreali sul tema “Ecce Homo”, ripercorrendo attraverso i mosaici la vita di Gesù. Un lavoro corale che coinvolge l’intero paese, con un ruolo centrale affidato ai giovani: dagli studenti del Liceo Artistico di Benevento, coordinati dalla docente Mariapia Saccone, ai ragazzi dell’Azione Cattolica e della Pro Loco.
L’Infiorata non è solo espressione religiosa, ma anche un evento capace di evolversi e arricchirsi nel tempo. Lo sottolinea il sindaco di Paduli, Domenico Vessichelli, che evidenzia il valore collettivo e identitario della manifestazione, oggi riconosciuta anche come patrimonio immateriale della Regione Campania.
Accanto all’aspetto artistico e spirituale, spazio anche ad altre iniziative: dalla sezione enogastronomica, realizzata in collaborazione con Coldiretti, fino agli eventi sportivi, con un torneo di calcio che vedrà la partecipazione anche del Napoli Under 15.
Un evento che negli anni ha saputo consolidarsi, diventando punto di riferimento non solo per Paduli ma per l’intero territorio sannita. A ribadirlo è il presidente della Provincia, Nino Lombardi.
Un rito collettivo che si rinnova, dunque, capace di coniugare tradizione e partecipazione, fede e creatività. A Paduli, l’Infiorata continua a raccontare, anno dopo anno, la storia di una comunità che si riconosce nei propri valori e li trasforma in bellezza condivisa.
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