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Arresto Santamaria, Libera: ‘La comunità faccia quadrato intorno a chi trova la forza di denunciare il malaffare’
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“Non è assolutamente nostro stile colpire le persone, crediamo fortemente nella giustizia e nel lavoro della magistratura: autonoma ed indipendente. Ma sentiamo fortemente la responsabilità di essere attenti e monitoranti. Quanto avvenuto ieri nella nostra città deve richiamare tutti alle proprie responsabilità, ribadendo quanto da noi denunciato nel mese di Dicembre in occasione della giornata internazionale contro la corruzione e che vogliamo nuovamente rilanciare. Ma c’è un dato che bisogna sottolineare: l’importanza della denuncia. Strumento indispensabile per rompere catene di schiavitù. Ciò rappresenta un punto importante, scelta non certamente facile, ma indispensabile”. Lo scrive in una nota il coordinamento provinciale di Libera che interviene sull’arresto del dirigente comunale Gennaro Santamaria.
“Auspichiamo che venga accolto l’invito della Procura rivolto ai professionisti, imprenditori e cittadini tutti, a “non subire in silenzio, ma a denunciare tempestivamente qualsiasi episodio di concussione, estorsione o comunque di pressione illecita di cui siano stati vittime o testimoni”. Da qui l’importanza di una comunità che faccia quadrato intorno a chi trova la forza di denunciare il malaffare. Un invito a tutti, anche agli ordini professionali, mutuando le parole di don Peppe Diana quando diceva che “ il nostro impegno profetico della denuncia non deve e non può venire meno”.
Lo scorso mese di Dicembre lo gridammo forte e lo ribadiamo oggi. La corruzione non è solo un tema giuridico e giudiziario, ma riguarda innanzi tutto comportamenti, disponibilità e complicità. È innanzi tutto un problema di costume. È in questa cornice che trovano terreno fertile politica corrotta, funzionari, imprenditori,e mafiosi. Quest’ultimi e non solo, avvalendosi di professionisti conniventi che negli anni hanno alimentato la così detta “Zona grigia”.
Sono trascorsi oltre trent’anni da tangentopoli e la mazzetta negli anni resta lo strumento tradizionale esplicata in tante e diverse modalità, avvalendosi di meccanismi consolidati e “moderni”. A ciò bisogna aggiungere la così detta corruzione “porta a porta” fatta di raccomandazioni, favoritismo e clientelismo.
È la fotografia che ci restituisce l’inchiesta realizzata da Libera e dalla quale emerge la drammaticità del primato della Regione Campania, con 96 inchieste solo nel 2025 e 219 indagati. Sempre e doverosamente occorre sottolineare che non bisogna mai generalizzare, che la maggior parte delle categorie sopra menzionate ( esclusi i mafiosi) sono rappresentate da persone serie, oneste e per bene. Motivo per cui vanno fortemente contrastate e denunciate tutte le pratiche che inquinano la sana economia, la bella politica ed il meraviglioso mondo delle professioni.
Le ricadute negative della corruzione sulle comunità sono molteplici: ingiustizie, disuguaglianze, pessimi servizi, opere pubbliche non sicure, inefficienze sanitarie ed amministrative. Danni ambientali. Infine, ma non certamente per ultimo, la corruzione indebolisce la democrazia e la qualità della rappresentanza istituzionale.
Ci si rassegna alla logica che le esigenze collettive possono essere risolte solo in modo individuale. Aumentando inevitabilmente l’astensionismo ed allontanando le comunità dalla politica ed i politici dalle persone, se non per un voto di scambio. La corruzione non risolve i problemi, li crea”, conclude Libera.


