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CULTURA

Sant’Agata de’ Goti a ‘C’è posta per te’: Angelo ritrova Roberta dopo 60 anni

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Un amore rimasto in sospeso per quasi sessant’anni, una lettera mai dimenticata e una busta che finalmente si apre. La puntata di C’è posta per te in onda questa sera regala al pubblico una storia dal sapore antico, fatta di timidezza, attese e ricordi che resistono al tempo.

Protagonista è Angelo, originario di Sant’Agata de’ Goti, che arriva in studio con doni semplici ma carichi di significato: olive sotto sale, taralli e mele, simboli di una vita fatta di lavoro e tradizioni. È lui a raccontare un amore platonico nato nel 1966 a Rubbio, in provincia di Vicenza, quando era un giovanissimo militare.

In una trattoria incontra Roberta, che lavora dietro al bancone. Tra i due scatta subito una sintonia delicata: qualche bibita condivisa, tre domeniche passate insieme, i balli sulle note di Massimo Ranieri e Antoine, un sentimento che cresce piano, frenato dalla timidezza. Angelo confessa di aver desiderato baciarla, senza mai trovare il coraggio di farlo.

Poi il tempo fa il suo corso. Il servizio militare termina e Angelo parte per casa senza salutarla, lasciando quell’amore incompiuto sospeso nel silenzio. Solo tre anni dopo decide di scriverle una lettera, ma la risposta è una ferita difficile da rimarginare: Roberta, nel frattempo, si è sposata.

La vita va avanti tra scelte e rinunce. Oggi Angelo è vedovo da tredici anni e sente il bisogno di chiudere quel capitolo rimasto aperto per decenni. Si rivolge così a C’è posta per te, con la speranza di ritrovare la donna che non ha mai dimenticato.

La redazione, però, si trova davanti a un imprevisto: quattro donne con lo stesso nome, Roberta, ricevono la busta e vengono invitate in studio. Una dopo l’altra entrano, ma nessuna sembra riconoscerlo. Antonino si racconta con ironia e poesia: “Sono il cuore degli amici e la cioccolata delle donne. So fare le olive sotto sale, coltivo piantine di tabacco. Ti ho portato quello che so fare”. Ricorda i balli, il giradischi, la macchina e quel sedile posteriore dove la timidezza ebbe la meglio. Poi aggiunge, con malinconia: “La tua ultima lettera mi ha spezzato il cuore”.

La svolta arriva quando Maria De Filippi pone la domanda decisiva: qualcuna di loro lavorava in una trattoria a Rubbio? A quel punto una delle Roberta si illumina: “Sono io, anche se non ricordo tutto benissimo”. La busta si apre e, dopo una vita intera, Angelo e Roberta possono finalmente abbracciarsi.

“Che bella sorpresa che è stata”, commenta lei emozionata. Un finale che commuove e riporta il pubblico indietro nel tempo, ricordando che certi amori, anche se incompiuti, non smettono mai di bussare al cuore.

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