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“No alla scuola da 1600 alunni”: sindacati, personale e famiglie contro l’accorpamento Moscati-Sant’Angelo a Sasso
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Bocciatura totale alla proposta di accorpamento degli istituti comprensivi “Moscati” e “Sant’Angelo a Sasso” di Benevento da parte della comunità scolastica e delle famiglie. Sotto i riflettori il progetto mostruoso di creare un unico grande istituto di oltre 1.600 alunni, articolato su sei plessi scolastici dislocati in diverse parti della città. Una scelta irrazionale – a parere di sindacati e personale scolastico – destinata a produrre enormi difficoltà gestionali e organizzative, con ricadute dirette sulla funzione educativa della scuola.
L’operazione non risponde ai criteri di razionalità della rete scolastica indicati dalle Linee guida: non tiene conto della prossimità territoriale, non migliora la qualità dell’offerta formativa ma crea un istituto sovradimensionato e frammentato, difficilissimo da gestire e da mantenere realmente funzionale. Non si interviene su situazioni di reale sottodimensionamento, ma si propone la creazione di un’istituzione scolastica eccessivamente grande, mentre altrove si mantengono autonomie molto più piccole, generando evidenti squilibri nel sistema cittadino e provinciale.
Un provvedimento tanto insensato quanto calato dall’alto, per il quale la Regione ha violato le sue stesse Linee guida, che prevedono esplicitamente, in casi del genere, la «stretta consultazione con le istituzioni scolastiche (…) e con le confederazioni e le organizzazioni sindacali». Nulla di tutto questo è avvenuto. La decisione della Regione è stata assunta in modo unilaterale, laddove la Provincia non ha formulato alcuna proposta di accorpamento e non è stato condiviso niente con Istituti scolastici, Confederazioni e Organizzazioni sindacali del comparto scuola e dell’area della dirigenza scolastica. Appare paradossale e politicamente inaccettabile che sia proprio l’ente che ha emanato le linee guida a non rispettarle, svuotandole di ogni significato e credibilità.
Ulteriore elemento di forte criticità è la tempistica: l’accorpamento cade a iscrizioni già aperte, imponendo di fatto una modifica sostanziale del PTOF, documento fondamentale dell’identità progettuale e organizzativa delle scuole, costruito nel tempo attraverso il lavoro collegiale e il confronto con le famiglie e il territorio. Una forzatura che genera confusione, incertezza e disorientamento proprio nel momento più delicato dell’anno scolastico.
Per queste ragioni, l’intera comunità educante (RSU, docenti e personale ATA) della Sant’Angelo a Sasso, in una posizione unitaria e condivisa, si è riunita oggi pomeriggio in un’assemblea straordinaria con la partecipazione delle sigle sindacali territoriali, per valutare azioni di tutela e possibili iniziative di ricorso, chiedere con forza il riesame immediato della decisione e la convocazione ad horas degli attori istituzionali: presidente della provincia, sindaco di Benevento, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per l’Ambito Territoriale VIII, dirigenti scolastici, organizzazione sindacali e RSU. Quali sono le ragioni per cui si è scelto di accorpare una scuola già dimensionata (1.026 alunni) piuttosto che scuole sottodimensionate? L’ente locale cosa pensa di questo dimensionamento non condiviso con nessuno degli attori istituzionali previsti nelle Linee guida regionali? Difendere scuole che funzionano, il rispetto delle regole e una programmazione condivisa non è una battaglia ideologica: è una difesa della scuola pubblica, del lavoro e del diritto degli studenti a un’istruzione di qualità.


