Medio Calore
Calvi, l’ex vice sindaco Parziale risponde alla maggioranza: ‘Insinuazioni gravi e strumentali’
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“Non sono solito intervenire pubblicamente se non su questioni che riguardano direttamente la nostra comunità. Tuttavia, diventa doveroso rispondere quando, nel maldestro tentativo di sviare l’attenzione dai temi politici sollevati, si sceglie consapevolmente la strada del discredito, delle distorsioni e delle riprovevoli insinuazioni, superando ogni limite di rigore e correttezza personale e istituzionale. Apprendo con (relativo) stupore che il gruppo “Per Calvi”, guidato dal Sindaco Rocco, nell’ultimo intervento pubblico abbia deliberatamente evitato il confronto politico, scegliendo invece la strada dell’attacco personale. Una scelta tutt’altro che casuale, che tradisce, oltre che pochezza umana, una palese debolezza politica: quando si perdono continuamente consiglieri, mancano risposte, visione e risultati da rivendicare, si tenta di spostare il dibattito sul piano personale, perdendo senno e lucidità”. Inizia così la lunga replica dell’ex vice sindaco di Calvi, Vincenzo Parziale, che risponde alla maggioranza.
“Questo comportamento non solo evidenzia debolezza, ma rivela anche nervosismo, tensioni interne (manifesti nelle scelte affrettate e nelle ultime e gravi decisioni gestionali, volte più a mostrare che a governare) e un palese timore per un giudizio elettorale ormai imminente, confermando l’incapacità di una maggioranza di difendere il proprio operato nel merito. Ma il Gruppo questa volta si è spinto inconcepibilmente oltre, proponendo affermazioni apertamente discreditanti e distorte, lasciando intendere che la decadenza dalla carica di consigliere comunale sarebbe stata determinata da un mio utilizzo di un presunto certificato medico “mendace”, arrivando persino a richiamare una sentenza del TAR che confermerebbe tale tesi.
Si tratta di un’accusa gravissima, riprovevole e costruita ad arte – prosegue Parziale – con l’unico scopo di screditare la mia persona. È necessario chiarire, una volta per tutte, che il certificato medico in questione è stato regolarmente e consapevolmente redatto, firmato, rilasciato e trasmesso dall’allora medico di base al sottoscritto, come avviene di prassi e come i soggetti che oggi tentano di screditare ben sanno e non di certo è stato compilato da quest’ultimo. Il sottoscritto si è limitato ad attivarsi tempestivamente e correttamente per inoltrarlo all’Ente. Nessuna autorità ha mai messo in dubbio l’autenticità o la veridicità del certificato. Le insinuazioni odierne, avanzate per meri fini strumentali, rappresentano un fatto di estrema gravità, difficilmente comprensibile e ancor meno giustificabile.
Ancora più grave è il fatto che chi discredita dimostri di non aver neppure letto – o di aver volutamente travisato – il contenuto della sentenza del TAR, la quale non contesta in alcun modo la validità del certificato, né il suo corretto invio da parte mia a giustificazione dell’assenza, ma fonda la decisione esclusivamente su una revoca successiva del certificato, disposta (ingiustificatamente) dallo stesso medico firmatario in un momento postumo al rilascio, senza la quale non si sarebbe attivato alcun procedimento di decadenza. La revoca, circostanza di assoluta rilevanza e di estrema gravità, è stata comunicata e trasmessa dal medico esclusivamente all’Ente comunale di Calvi e MAI al sottoscritto, che è stato deliberatamente tenuto all’oscuro di tale atto sia dal medico sia dal Comune per ben due mesi (precisamente fino al giorno dell`avvio della procedura amministrativa da parte dell`Amministrazione).
Proprio e solo questa deliberata omissione – continua Parziale – ha consentito l’avvio del procedimento, impedendomi di venirne a conoscenza in tempo utile per presentare ulteriori giustificazioni dell’assenza. Tale elemento rende le ricostruzioni oggi diffuse pubblicamente ancora più incredibili, strumentali e prive di fondamento.La vicenda, come noto, è attualmente al vaglio delle competenti sedi giudiziarie, sia amministrative (è attualmente pendente il ricorso in appello al Consiglio di Stato) che penali (a fronte di una circostanziata denuncia-querela sporta anche nei confronti del medico di base). Proprio per questo motivo, le affermazioni e le ricostruzioni insinuate diffuse pubblicamente assumono una gravità ancora maggiore, configurando profili di responsabilità personale che non potranno essere sottovalutati.
Invito pertanto la maggioranza – o ciò che ne resta – a ritirare immediatamente quanto affermato e insinuato, dissociandosi da una dichiarazione che potrebbe esporli a conseguenze personali sul piano civile e penale e a concentrarsi finalmente sugli argomenti politici, sul governo della città, sui numerosi problemi che affliggono la nostra comunità e sulle risposte concrete che i cittadini attendono, anziché rifugiarsi in attacchi personali che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico e istituzionale”, conclude l’ex vice sindaco.


