Medio Calore
Calvi, ex amministratori e opposizione attaccano la Giunta sull’anticipazione di tesoreria
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Preoccupazione per la tenuta finanziaria del Comune di Calvi. A esprimerla sono Vincenzo Parziale, ex vicesindaco, Prisco Licciardi, ex assessore ai Lavori pubblici, entrambi già esponenti della maggioranza, insieme ad Antonio Frusciante, capogruppo di minoranza in Consiglio comunale.
Nel mirino la decisione assunta dalla Giunta comunale con la delibera n. 98 del 29 dicembre 2025, che autorizza un’anticipazione di tesoreria per un importo pari a 866mila euro, corrispondente al massimo consentito dalla normativa, ovvero i 5/12 delle entrate accertate nel penultimo anno precedente.
Secondo Parziale, Licciardi e Frusciante si tratta di “un fatto grave che non può essere né trascurato né minimizzato”. La scelta di spingersi fino al limite massimo previsto dalla legge viene definita un segnale allarmante, che evidenzierebbe una forte tensione finanziaria e una gestione della cassa comunale in evidente difficoltà.
Gli esponenti politici ricordano che le anticipazioni di tesoreria rappresentano strumenti straordinari, da utilizzare solo in situazioni di urgenza contingente, e non servono a finanziare opere pubbliche o progetti di sviluppo, ma esclusivamente a garantire la copertura delle spese ordinarie dell’ente, come stipendi, utenze e funzionamento quotidiano della macchina amministrativa. Il ricorso a questo strumento, per di più nella misura massima, sarebbe dunque il segnale di un problema strutturale di liquidità e di equilibrio finanziario.
A rendere la decisione ancora più critica, sottolineano, è il fatto che l’anticipazione di tesoreria comporta il pagamento di interessi passivi, che gravano direttamente sul bilancio comunale e quindi sui cittadini. Risorse pubbliche che, a loro avviso, avrebbero potuto essere destinate a servizi, manutenzioni e interventi a beneficio della collettività, vengono invece utilizzate per coprire i costi di una gestione finanziaria giudicata inefficiente.
Questo ulteriore segnale di allarme – secondo Parziale, Licciardi e Frusciante – si aggiunge ai mutui già contratti dall’ente e alla vendita di lotti PIP per finanziare opere definite “già finanziate e ridondanti”, delineando un quadro complessivo sempre più preoccupante.
Il rischio, concludono, è quello di scaricare sulle future amministrazioni e sui cittadini il peso di scelte poco sostenibili, capaci forse di garantire la sopravvivenza amministrativa nel breve periodo, ma destinate a compromettere la solidità e la credibilità finanziaria del Comune di Calvi nel medio e lungo termine.



