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Medio Calore

Ad Arpaise l’Epifania diventa un gesto di vicinanza verso i più fragili

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Ad Arpaise la vigilia dell’Epifania è contraddistinta da anni un gesto semplice ma carico di significato, capace di unire tradizione, fede e solidarietà. E così lunedi sera una donna vestita da Befana e con il sacco in spalla, accompagnata da alcuni aiutanti, ha fatto visita agli anziani e agli ammalati della comunità, portando loro una calza ricca di dolciumi e piccoli doni, tra cui l’immagine della Sacra Famiglia. A raccontare l’iniziativa è Giovanni Russo.

Un gesto preparato autonomamente, volontariamente e gratuitamente, con l’obiettivo di donare un sorriso, un momento di gioia e una carezza del cuore alle persone più fragili della comunità, in occasione della festa dell’Epifania.

Da diversi anni, infatti, questa iniziativa si ripete puntualmente diventando quasi un appuntamento fisso, atteso con gioia dagli anziani e dagli ammalati del paese. «In una comunità piccola come la nostra – sottolinea Giovanni Russo – è sempre bello ed emozionante partecipare a questa serata di solidarietà e vicinanza. Un’esperienza che, unendo le forze con altri membri della comunità, potrebbe essere estesa anche alle frazioni e alle contrade, per raggiungere le case di tutti gli anziani e degli ammalati».

Tra le strade e le abitazioni di Arpaise, avvolte dalla nebbia e dal freddo della serata che precede l’Epifania, anche quest’anno si è potuta leggere negli occhi di chi ha ricevuto la visita la gioia di sentirsi ricordato e accolto nella propria casa.

L’iniziativa si inserisce nel significato più profondo della festa dell’Epifania che, per la Chiesa, rappresenta la manifestazione del Signore a tutte le genti, attraverso l’adorazione dei Magi a Gesù Bambino, e che nella tradizione popolare coincide con l’arrivo della Befana, figura amata da grandi e piccoli, simbolo della fine delle festività natalizie.

La speranza è quella di continuare a costruire un paese sempre più solidale e attento verso chi vive la fragilità della malattia o dell’età avanzata. È vero che anziani e ammalati sono amorevolmente assistiti dai familiari, ma soprattutto in questa festività è importante compiere un gesto concreto di vicinanza e altruismo.

«Nel poco che abbiamo donato – conclude Russo – abbiamo ricevuto tanto nel cuore». Anche nella persona anziana e nell’ammalato, infatti, si incontra Dio, come ricorda il Vangelo di Matteo: «Ero malato e mi avete visitato». Un messaggio che richiama la testimonianza di San Rocco da Montpellier, santo patrono di Arpaise.

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