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Pronto Soccorso, mentre infuria la polemica politica il San Pio proroga di sei mesi gli incarichi per i codici minori

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Nel pieno delle polemiche esplose negli ultimi giorni sulle condizioni del Pronto Soccorso dell’ospedale “San Pio” di Benevento, arriva una prima risposta sul piano organizzativo. Con la deliberazione n. 4 del 7 gennaio 2026, la Direzione generale dell’Azienda Ospedaliera ha disposto la proroga per sei mesi degli incarichi al personale medico impegnato nella gestione degli accessi ambulatoriali per i codici minori presso la UOC di Medicina d’Urgenza del P.O. Rummo, misura finalizzata a contenere il sovraffollamento e garantire la continuità assistenziale.

Il provvedimento, immediatamente esecutivo, nasce dalla necessità di far fronte a una carenza strutturale di personale medico, più volte segnalata dalla direzione del reparto, e consente di mantenere attivo un percorso differenziato per i codici bianchi e verdi, alleggerendo la pressione sul Pronto Soccorso vero e proprio. Una scelta tampone, ma ritenuta indispensabile in una fase di emergenza che rischia di aggravarsi ulteriormente con l’avvicinarsi del picco influenzale di fine gennaio.

Intanto, sul fronte politico, il dibattito si è fatto sempre più acceso. Dopo le richieste di chiarimenti di esponenti politici e dei sindaci di Benevento, Morcone e Pontelandolfo, a intervenire con toni netti è stato Domenico Parisi, commissario provinciale della Lega Salvini Premier, che parla senza mezzi termini di una situazione «grave sotto il profilo dell’assistenza», sottolineando come le criticità del Pronto Soccorso finiscano «inevitabilmente per penalizzare il cittadino-paziente». Secondo Parisi, non è in discussione la professionalità di medici e operatori sanitari, ma «un problema organizzativo legato alla carenza di personale e a una pressione ormai insostenibile». Da qui la richiesta di interventi immediati da parte della Regione Campania e del nuovo presidente della Giunta regionale, che ha trattenuto per sé la delega alla Sanità.

Nel mirino anche la mancata piena operatività del Pronto Soccorso del “De’ Liguori” di Sant’Agata de’ Goti, indicato come snodo fondamentale per ridurre il carico sul capoluogo. «Un Pronto Soccorso non può funzionare con orari d’ufficio – afferma Parisi – la salute non ha orari e le emergenze non sono programmabili». La riattivazione full time della struttura saticulana, secondo la Lega, restituirebbe ossigeno al Rummo e condizioni di lavoro più umane agli operatori sanitari.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Errico, prendendo spunto dal caso della paziente oncologica di Morcone rimasta in barella per circa 200 ore al Pronto Soccorso, episodio che ha suscitato indignazione e riacceso il dibattito sulla sanità sannita. «Se la procedura è stata applicata correttamente – afferma Errico – allora è la procedura stessa a dover essere rivista, perché quanto accaduto non è accettabile».

Errico ha accolto con favore l’iniziativa del sindaco di Pontelandolfo, Valerio Testa, che ha promosso un incontro istituzionale con primi cittadini, deputazioni nazionali e regionali e l’Ordine dei Medici di Benevento, fissato per lunedì 12 gennaio alle ore 17.30 nella Sala Papa Giovanni Paolo II di Pontelandolfo. Un confronto che punta a individuare soluzioni strutturali e non più rinviabili.

Nel suo intervento, il consigliere regionale ha ribadito la necessità di non scaricare responsabilità sugli operatori sanitari. Da qui l’appello a rafforzare i filtri di accesso, riorganizzare i percorsi e rivedere modelli e procedure che, nei fatti, producono «conseguenze inumane».

La proroga degli incarichi al San Pio rappresenta dunque un primo timido segnale, quasi un atto dovuto, ma il clima resta teso. La sanità nel Sannio continua a essere terreno di scontro politico e istituzionale, mentre cittadini e operatori attendono risposte concrete e durature. 

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