CULTURA
‘Roma 2’, i 25 anni di un’autoscuola sempre al fianco dei giovani: “La strada si affronta con responsabilità”

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C’è un posto, a Benevento, dove ogni giorno si impara a non correre. Non solo su strada, ma nella vita. Un luogo dove le mani tremano le prime volte sul volante, ma piano piano si fanno sicure. Dove si arriva con il cuore pieno di ansia e si riparte con una nuova consapevolezza.
Si chiama Autoscuola Roma 2, ma da 25 anni è molto di più di una scuola guida. È una scuola di responsabilità, di rispetto, di crescita.Perché qui non si insegna solo a guidare un'auto. Si insegna a scegliere. A fermarsi prima di bere, a non rispondere a quel messaggio, a pensare prima di agire. Si insegna a guardare la strada…e a guardarsi dentro.
Dietro la scrivania e al fianco di tantissimi giovani allievi, ci sono Massimiliano Fevola e Domenico Marotta, due istruttori che non hanno mai smesso di credere che ogni ragazzo meriti più di una patente: meriti una guida, vera. “Non formiamo solo conducenti, formiamo persone – mi raccontano –. Perché ogni ragazzo che esce da qui con la patente, porta con sé anche un pezzo della nostra storia, del nostro impegno, della nostra responsabilità.”
Fondata nel marzo del 2000 nei locali di via del Pomerio 32, un tempo sede della storica autoscuola di Aurelio D’Argenio, Roma 2 è diventata un punto di riferimento silenzioso ma fondamentale per la comunità beneventana. In un mondo che corre, qui si insegna a rallentare. A guardare, ascoltare, pensare. E solo dopo, a partire.Parlare ai giovani senza giudicarli. Raggiungerli senza imporre. È questa la sfida più grande che ogni giorno affrontano Massimiliano e Domenico, dentro e fuori l’abitacolo.
“Non vogliamo fare la morale”, spiegano, “ma lasciare un segno, qualcosa che resti nella loro testa quando saranno da soli, là fuori, in strada”.Perché in realtà i giovani non hanno bisogno di prediche. Hanno bisogno di qualcuno che li ascolti, che sappia toccare corde profonde. Così, spesso, si comincia con una storia vera. Un incidente. Una perdita. Una telefonata che ha cambiato per sempre una famiglia. Non per spaventare, ma per far riflettere. Per far capire che dietro ogni errore al volante, ci può essere una tragedia.
“Non ci basta preparare all’esame. Vogliamo formare cittadini consapevoli”, raccontano con orgoglio Massimiliano e Domenico. “La nostra visione educativa va oltre la guida. Vogliamo che ogni ragazzo capisca il valore della vita, sua e degli altri. E che ogni volta che gira la chiave del motore, si ricordi che sta assumendo una responsabilità enorme.”Educare alla guida oggi non è semplice. I ragazzi arrivano con sogni, aspettative, ma anche fragilità. La sicurezza stradale non è solo questione di velocità al volante: le distrazioni sono ovunque, a partire da quelle tecnologiche. “Il cellulare è il pericolo numero uno”, spiegano. “Facciamo capire che rispondere a un messaggio alla guida è come guidare bendati per oltre 120 metri. È una roulette russa.”
Con storie vere, testimonianze, empatia: così i titolari di Roma 2 cercano ogni giorno di fare breccia nei cuori dei giovani. “Parliamo di emozioni, non solo di regole. Li facciamo riflettere: 'E se tuo fratello fosse su quella strada?', 'Come ti sentiresti se mettessi in pericolo qualcuno che ami?'.”
Anche il tema dell’abuso di alcol torna spesso in aula. “È un altro nemico silenzioso della sicurezza stradale. Non basta dire 'non si beve se si guida'. Bisogna spiegare perché. Bisogna far sentire il peso delle conseguenze.”
Non solo auto. Oggi la mobilità giovanile è cambiata. “I ragazzi ci parlano spesso di monopattini, bici elettriche, car sharing”, raccontano. “Li usano per spostarsi, li trovano pratici, ecologici, veloci”. Ma anche questi mezzi, se usati senza consapevolezza, possono essere pericolosi. “Serve una cultura della mobilità, non solo della guida. Serve sapere che anche con un monopattino puoi far male a te stesso o agli altri.”
E proprio il tema dell’ambiente diventa un ponte per avvicinarsi ai giovani. “Molti di loro hanno a cuore il pianeta. Parlare di rispetto della strada come rispetto dell’ambiente è un modo per costruire una sensibilità trasversale. Ogni scelta conta. Anche scegliere di spegnere l’auto in coda, o di prendere la bici invece che il motorino.”
Uno degli ostacoli più duri da abbattere è l’idea che le regole siano una limitazione della libertà. “Insegniamo che il Codice della Strada non è un ostacolo. È una rete di protezione”. Ogni norma ha una storia dietro. Una vita salvata. O, purtroppo, una vita persa. “Spieghiamo il perché delle regole. Solo così diventano parte di te. Non qualcosa da temere, ma qualcosa da rispettare con convinzione”.
È un cambio di prospettiva radicale. Ma quando arriva, fa la differenza. Perché un ragazzo che rispetta la strada, sta rispettando anche sé stesso e chi gli sta accanto.“Il momento più bello del nostro lavoro?”, sorridono Fevola e Marotta. “Quando un ragazzo timido, impaurito, finalmente guida da solo. Quando torna a trovarci solo per salutarci o raccontarci della sua prima esperienza da neopatentato. Allora capiamo che non abbiamo solo insegnato a guidare, ma abbiamo lasciato un segno.”
Non sempre è facile. “La sfida più grande è capire chi hai davanti. Ci sono ragazzi pieni di entusiasmo, altri pieni di ansie. Noi dobbiamo entrare nel loro mondo, capire cosa li blocca, aiutarli a superare le loro paure. È un lavoro psicologico, prima ancora che tecnico.”
Alla fine, tutto ruota attorno a un concetto semplice, ma troppo spesso dimenticato: la vita è preziosa. Non si può lasciare in balìa di una notifica, di una distrazione, di un colpo di sonno. Massimiliano e Domenico lo ripetono ogni giorno, in ogni lezione, in ogni uscita in macchina, con la voce ferma di chi sa di avere una missione.
A 25 anni dalla nascita, l’autoscuola Roma 2 continua il suo viaggio con lo stesso spirito degli inizi: formare persone, non solo conducenti. Perché guidare è un atto quotidiano di responsabilità. E la strada, come la vita, non ammette distrazioni.