Atti persecutori, rapina, lesioni personali ai danni della moglie, dalla quale era separato di fatto da alcuni mesi. Queste le accuse nei confronti di un 46enne per il quale è scattato dalla sera del 17 gennaio il divieto di avvicinamento alla parte offesa e ai luoghi abitualmente frequentati da quest’ultima, oltre al divieto di comunicare con la parte offesa attraverso qualsiasi mezzo. I fatti sono accaduti in Valle Vitulanese. Il provvedimento – emesso dal Gip del Tribunale di Benevento su richiesta della Procura – è stato eseguito dai carabinieri.
Le indagini hanno consentito di acquisire gravi indizi in ordine alla circostanza che, dopo la separazione e il successivo trasferimento della moglie nell’abitazione dei genitori, l’indagato aveva preso a molestarla mediante ripetuti contatti telefonici e WhatsApp, al punto da costringerla a bloccare il suo contatto; in conseguenza del blocco telefonico, le aveva fatto recapitare numerosi messaggi intimidatori ed offensivi tramite la sorella e le figlie. Si era reso anche autore di un violento pestaggio ai danni di un uomo che la ex moglie aveva iniziato a frequentare. Costantemente la seguiva negli spostamenti, fino ad arrivare allo scorso 7 gennaio, quando, dopo averla intercettata per l’ennesima volta, l’ha costretta a scendere dall’auto, l’ha afferrata per i capelli e l’ha trascinata a terra per alcuni metri; poi le ha strappato il telefonino dalle mani e, con lo stesso apparecchio, le ha sferrato un colpo alla testa. Non contento, si è impossessato del telefono e lo ha portato nella propria auto; al tentativo della donna di recuperarlo, l’ha picchiata nuovamente, determinandosi ad interrompere la violenza solo grazie all’intervento della sorella della vittima e dei passanti che nel frattempo si erano fermati in strada.