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Indice di sportività: il Sannio recupera posizioni, ma c’è ancora molto da fare

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Il Sannio si piazza al 74esimo posto, su 107 posizioni, per indice di sportività. La provincia di Benevento fa un passo in avanti rispetto allo scorso anno quando era 80esima, ma è ancora lontana dalla migliore performance – registrata nel 2019 – quando raggiunse la 59esima posizione. A stabilirlo è la classifica dell’Indice di sportività, giunto alla sedicesima edizione, e calcolato su 32 indicatori suddivisi in quattro categorie: struttura e organizzazione del sistema sportivo, sport di squadra, discipline individuali e relazioni dello sport con l’economia e la realtà sociale.
Il miglior risultato arriva dalla 51esima posizione conquistata negli sport di squadra. La tradizione del rugby guida la classifica con il 14esimo posto a livello nazionale. Subito dopo c’è il calcio professionistico che ci vede al gradino numero 18. Seguono gli sport dilettantistici (escluso il calcio), la pallamano che ci porta al 49esimo gradino nazionale e il volley che ci vede al 58esimo posto. Tra i peggiori il basket, che si ferma alla posizione 88 e il calcio dilettantistico che è 106esimo in Italia.
Posizione 77 per quanto riguarda le strutture sportive. Va male per quanto riguarda i tesserati al Coni, i tecnici e gli ufficiali di gara, ed enti di promozione sportiva e il tasso di praticabilità sportiva: tutte e tre le posizioni ci vedono tra i peggiori tra le posizioni 99 e 90. La posizione migliore è la 34esima per l’attrattività di eventi nazionali ed internazionali.
Siamo 71esimi per gli sport individuali. Dominano atletica (19esimo gradino) e tennis (25esimo posto) che spingono tutto il comparto evitando di farlo affondare. Va male per il ciclismo e il nuoto, rispettivamente 86esimo e 77esimo. Posizioni da 72 a 100, invece, per sport invernali, indoor e outdoor e i motori.
Gradino 90, infine, per il settore sport e società. I risultati migliori arrivano dal 41esimo posto per la media per lo sport e il 47esimo per la formazione per lo sport. Male tutto il resto, compreso il binomio sport e cultura (87) crollato negli ultimi due anni, sport paralimpico (71), sport e natura (103) e sport e bambini (74).
Un quadro generale che parla di una piccola ripresa del settore, ma che sottolinea come ci sia ancora molto da fare. Resta il nodo impianti che deve essere risolto e che penalizza l’intero settore. Dopo la pausa covid, invece, bisogna riprendere la strada della valorizzazione del binomio sport e paesaggio, che potrebbe aiutare nello sviluppo territoriale.