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Reperti ritrovati a San Giorgio la Molata, Terre di Lavoro: “Si proceda a mappatura delle zone”

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In merito alla vicenda dei ritrovamenti di interesse archeologico nelle località Monte della Guardia e Serra Viscigli di San Giorgio la Molara, il gruppo politico “Terre di Lavoro”, che per primo si è fatto portavoce delle istanze di numerosi cittadini, precisa quanto segue.

“I membri del gruppo “Terre di Lavoro” non sono assolutamente contrari alla costruzione di un nuovo parco eolico, tutt’altro: l’energia da fonti pulite e rinnovabili è uno dei capisaldi del nostro programma. In questa fase l’unica cosa che chiediamo è che si faccia ampiamente chiarezza su quanto sta accadendo in quelle località. È un dato di fatto che durante l’installazione degli aerogeneratori in zona Monteguardia – Serra Viscigli sono emersi dal terreno reperti di chiaro rilievo archeologico. Per di più, la zona era già stata dichiarata di interesse storico per via del fatto che sicuramente in passato vi era un insediamento romano.

Alla luce di questi fatti chiediamo che si proceda ad una mappatura delle zone attraverso il georadar o Gpr (Ground penetrating radar), uno strumento che consente di individuare reperti senza effettuare scavi, i quali ultimi richiederebbero tempi lunghi e avrebbero costi molto più elevati. Non sarebbe la prima volta che tale mezzo viene impiegato per scopi di questo genere: a Falerii Novi, città romana in provincia di Viterbo, il georadar ha permesso di individuare un’intera città sepolta, tanto che il sito è già stato ribattezzato la “Pompei del Lazio”. Una volta effettuata la mappatura della zona, se il georadar dovesse confermare la presenza di reperti di chiaro rilievo archeologico, sarebbe opportuna un minima delocalizzazione di uno degli aerogeneratori da installarsi nella zona interessata. Infine, se dovessero esserci le risorse economiche sufficienti, sarà necessario decidere se procedere con gli scavi per portare alla luce i reperti esistenti.”

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