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Scuola

‘Ortoamico’, il plesso ‘Pietà’ del Convitto ‘in campo’ per l’educazione alimentare e ambientale

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Una nuova frontiera dell’insegnamento creativo. Con l’obiettivo di affrontare i temi della biodiversità, dell’alimentazione consapevole e del rispetto della natura. Si tratta di ‘Ortoamico – L’Orto delle Emozioni’, il progetto realizzato dai piccoli alunni del plesso Pietà del Convitto Nazionale ‘Pietro Giannone’ di Benevento.

Il laboratorio, creato nell’ambito dei PON scolastici grazie al lavoro della tutor Patrizia Fusco e dell’esperta Livia Principe, entrambe docenti, è partito nel mese di aprile e si è concluso lo scorso 20 giugno.

In occasione dell’evento finale, alla presenza della vice preside Splendiani in rappresentanza della dirigente scolastica Mupo, gli studenti hanno accolto i presenti con una piccola performance canora per poi accompagnarli ad una passeggiata didattica nell’orto curato con le loro stesse mani.

Nel corso della ‘discesa in campo’, gli alunni hanno mostrato d’aver acquisito le competenze necessarie per la cura dell’ambiente. Non solo: hanno messo in moto l’impianto di irrigazione a goccia automatizzato, dimostrando anche di aver compreso quanto l’acqua sia un bene fondamentale che va usato con moderazione e senza sprechi.

E ancora: hanno interiorizzato il verbo “aspettare” – un concetto oggi molto fuori moda – confrontandosi con i cicli della terra; hanno capito che non si può decidere quando raccogliere o quando innaffiare, o peggio, quando lavorare…ma il tutto lo decide sempre la natura. Se un bambino vede germogliare un seme, infatti, per lui sarà molto più semplice apprendere i principi della biologia vegetale. Analogamente, con la coltivazione dell’orto scolastico, sarà più facile innescare un’educazione ambientale che sembra ormai dimenticata da grandi e piccini.

Grazie all’iniziativa del Convitto, l’orto è stato vissuto come spazio condiviso, quindi come momento di cooperazione, che ha permesso loro di comprendere non solo i cicli delle stagioni e con questi la stagionalità di frutta e verdura, ma anche il valore della terra, l’importanza dell’autoproduzione e dei prodotti a km0 per rafforzare l’economia del territorio.

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